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BENESSERE - Altro
Esce al cinema "Hysteria". Da freddo strumento di cura di una delle epoche più puritane della storia a bollente oggetto a luci rosse da usare nei dintorni del quadrato magico del materasso. Da sole o in compagnia, in autonomia o di complemento, per gioco o per convinzione. Con tutta la sua pruderie, il suo maschilismo, la sua misoginia – e, va da sé, una notevole dose di paradosso involontario – l’età vittoriana ha consegnato alle donne lo strumento di piacere fai-da-te per eccellenza.
Il vibratore, l’oggetto fetish di Samantha, “zoccola impenitente” della New York anni ‘90 di Sex and the city (e da qualche tempo anche di qualcuna di noi), arriva proprio da quell’epoca. Con tanti saluti al maschio padrone. Anche del piacere – o più spesso, almeno ai tempi, della frustrazione sessuale – del genere femminile. Ce lo racconta in modo lieve e brillante Hysteria, film divertente e divertito (nelle sale da venerdì) peraltro diretto da una donna (Tanya Wexler) e con molte donne nel team produttivo (e un Rupert Everett che non si dimentica).
Si svela così un arcano di quegli anni: quella che, sulla scorta di una millenaria letteratura, dotti e trombonissimi medici londinesi definivano isteria femminile – larga casistica inclusiva di ogni sorta di perturbazione emotiva: dall’ansia alla tristezza, dal nervosismo all’eccitazione – e che curavano clinicamente prima con massaggi manuali in loco (leggasi masturbazioni, terapeutiche per carità) poi con un vibratore elettrico inventato dal vittorianissimo dottor Joseph Mortimer Grenville, nella maggior parte dei casi non era altro che desiderio inappagato, trascuratezza erotica.
Frustrazione sessuale causata da mariti algidi o inabili al lavoro. Una pandemia che arrivò a lambire poco meno della metà della popolazione femminile di Londra. E che la graditissima cura Grenville contribuì ampiamente a contenere, grazie alla grande quantità di “parossismi” – leggasi orgasmi – in grado di produrre velocemente e all’impronta. L’isteria è uscita definitivamente dal novero dei disturbi mentali soltanto un secolo dopo, nel 1952.
Il vibratore, nel frattempo, ha conquistato posizioni. E prima sotto mentite spoglie – appunto come stimolatore medico per rilassare il sistema nervoso femminile – poi alla luce del sole – come il principe dei sex toys di cui il Rabbit rimane a tutt’oggi un must – si è solidamente insediato nell’immaginario erotico delle donne (dei loro compagni un po’ sì e un po’ no: per il maschio, specie latino, la competition rimane sempre competition, pur se con un oggetto).
Nell’immaginario. Ma non nelle consuetudini. Per lo meno è così in Italia, se è vero che, diversamente dalle europee e delle americane, solo il 18 per cento delle italiane dichiara di farne uso. Le altre sono magari incuriosite, ma preferiscono evitare. Troppo fastidioso farsi vedere in un sex shop, dove ci si sente malguardate – e ancora le boutique online dell’eros non sono note alla massa – troppi interrogativi sulla reazione del partner, soprattutto se recente. Perché se la newyorkese Samantha può permettersi di rivendicare la sua sessualità, l’italiana ha finalmente acquisito che il piacere è un diritto. Ma sente di poterlo rivedicare molto di meno. Nel paese del bunga bunga, nell’Italia in cui il corpo della donna viene esibito con grande disinvoltura urbi et orbi, il confine fra una donna che vive liberamente la propria sessualità (e le proprie fantasie) e una “puttana” rimane ancora socialmente molto labile (e qui si nutre il massimo rispetto per le “puttane”). E così le ragazze, prudentemente, abbozzano.

Fabrizia Bagozzi per europaquotidiano.it

 
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Le falsità del governo Monti sull'IMU: parlano del 30% delle famiglie esenti, con una imposta media da versare di circa 200 euro. Ma facendo i conti su un appartamento medio-piccolo del valore catastale di 800 euro, l'imposta da pagare, sottratti i 200 euro di detrazione familiare, è di 337 euro. Il calcolo è fatto con l'aliquota del 4 per mille, ma tenendo presente che molti comuni aumenteranno l'aliquota, l'importo aumenta: a Roma è del 5 per mille e l'importo da pagare passa a 472 euro....!! Come li fanno i calcoli i tecnici ben pagati di Monti? Volete sapere quanto bisogna pagare se la rendita catastale della prima casa è di appena 300 euro con l'aliquota di base del 4 per mille? con la detrazione bisogna pagare 2 euro. Ma quale appartamento ha una rendita così bassa? solo se ha una superficie di circa 30 mq.

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