| BENESSERE - Salute |
Il parere dei medici, il caso di una paziente
Stabilito dal decreto del Ministero della Salute del 26 febbraio 2010,
l’invio telematico dei certificati di malattia all’Inps ha subito un
lungo periodo di collaudo cominciato ufficialmente il 15 aprile.
La sperimentazione si sarebbe doveva concludere il 19 luglio 2010,
data dalla quale sarebbe dovuto diventare obbligatorio per i medici
inviare tutti i certificati online o tramite call center. Ma così non
è stato, il collaudo continua tuttora.
I dati pubblicati il 1 dicembre 2010 dal Ministro dell’Innovazione
parlano di oltre 1.900.000 documenti trasmessi online dall’inizio
della sperimentazione. A guardare attentamente ciò che emerge dai
comunicati del Ministro, si nota che però ancora a novembre, quasi un
certificato su 2 viene acquisito in modalità cartacea e ciò significa
che ancora quasi un lavoratore su due è costretto, in caso di
malattia, a ricorrere alla raccomandata per spedire all’Inps il
documento che gli permetterà di trovare in busta paga rimborsata la
sua giornata di lavoro persa.
Pur essendo già in vigore la norma che obbliga tutti i medici del
servizio sanitario nazionale e quelli che operano in strutture
convenzionate all’invio telematico dei certificati di malattia, fino
al 31 gennaio chi non lo farà non sarà sanzionabile.
A meno di due mesi dalla scadenza della proroga, abbiamo chiesto al
dott. Fiorenzo Corti, responsabile comunicazione della Federazione
Italiana dei Medici di Famiglia (FIMMG), di fare con noi il punto
della situazione.
- Cosa prevede il decreto del Ministro Brunetta?
Il decreto prevede che i medici spediscano telematicamente all’Inps i
certificati di malattia attraverso un sistema telematico nazionale SAC
(sistema di accoglienza centrale) o regionale SAR (sistema di
accoglienza regionale). In pratica nella maggioranza delle regioni il
medico riceve dalla ASL, a questo scopo, il pin che gli permette di
accedere ad un portale dal quale registrarsi e trasmettere all’Inps.
In Lombardia invece esisteva un servizio informatizzato regionale per
cui ogni medico aveva già una card di identificazione attraverso la
quale tutto quello che fa, compresi i certificati di malattia, è
riconosciuto come opera di quel medico.
- Il sistema regionale SAR è presente solo in Lombardia?
Sì, solo in Lombardia e questo ha permesso ai medici lombardi, già in
prima battuta, di adeguarsi alle disposizioni del decreto Brunetta
senza grossi disagi e, soprattutto, saltando lo step della
identificazione e registrazione. All’inizio della sperimentazione
l’80% dei certificati proveniva dalla Lombardia perché per spedirne
uno bastavano, da subito, 3 minuti. So che però anche la Toscana e
l’Emilia Romagna stanno studiando la creazione di una rete
informatizzata regionale o l’adeguamento di reti già esistenti, e sono
sicuro che lo stesso avverrà in tutta Italia in poco tempo.
- Cosa succede se una zona non è raggiunta dalla rete internet?
Il Ministero ha istituito un call center che dovrebbe permettere, ai
medici che non sono in grado di connettersi ad Internet, l’invio
telefonico dei certificati ma è proprio il call center uno degli snodi
maggiormente problematici. Si rischia infatti di restare in coda un
quarto d’ora prima di poter parlare con un operatore, compromettendo
pesantemente la giornata lavorativa di un medico di famiglia la cui la
principale attività dovrebbe essere quella di visitare i pazienti e
occuparsi della loro salute. Dai nostri dati emerge che un medico su
tre si è rivolto almeno una volta al call center ma nel 50% dei casi
ha desistito non completando la procedura proprio per i motivi sopra
addotti. E tra coloro che hanno concluso l’invio, uno su quattro ha
dovuto impiegare un tempo superiore ai 5 minuti.
La cosa importante da comprendere è che l’informatizzazione non è un
fine ma un mezzo che deve permettere la riduzione della burocrazia nel
solo interesse del paziente per il quale i medici avranno allora più
tempo. L’esigenza di semplificazione è assolutamente condivisibile per
le ricadute positive sulla vita del paziente che, in veste di
lavoratore, non dovrà più andare alla posta a spedire il suo
certificato di malattia, e, in veste di paziente, godrà con più calma
delle attenzioni del medico di famiglia, ora più libero da incombenze
burocratiche. Ma se io medico, alla fine, passo il mio tempo al
telefono il problema non si è certo risolto.
- Quali sono le altre problematicità legate all’invio telematico dei
certificati di malattia che stanno rendendo così lento il processo di
sperimentazione e collaudo del sistema?
Innanzitutto il decreto parla dell’obbligo all’invio telematico da
parte di tutti gli operatori del servizio sanitario nazionale,
dipendenti e convenzionati, compresi i medici di pronto soccorso e gli
ospedalieri in generale, in modo da evitare che il medico di famiglia
finisca per essere l’impiegato che trascrive i certificati prodotti da
altri. Se questo è sicuramente uno degli aspetti positivi della
riforma Brunetta, l’aspetto negativo è che non tutte le strutture
ospedaliere sono attrezzate. A questo si aggiunga che, a parte il caso
della Lombardia, dove tutte le certificazioni relative ad un paziente
possono essere consultate interrogando il sistema informatizzato
regionale, solitamente il medico non sa se quello che gli viene
richiesto è, per esempio, un primo certificato o un certificato di
continuazione di una malattia che era stata precedentemente
diagnosticata da un altro medico.
- Dalle informazioni in possesso della FIMMG, quanti sono i medici non
ancora abilitati all’invio online dei certificati di malattia?
In base ai dati raccolti su un campione rappresentativo di medici di
famiglia, in occasione dell’ultimo congresso FIMMG di ottobre 2010,
l’82% è in grado di trasmettere.
(continua: Certificati medici II: Il caso di una paziente)
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Articoli più letti di BENESSERE
| La classifica dei lati B più sexy dell’estate 2010 11/08/2010 | Pensavate forse che il vero problema per le donne fosse il decolleté? E allora che dire del famigerato lato B, che crea tanti crucci davanti allo specchio? L’estate 2010 sembra appena iniziata [ ... ] |
Certificati medici: Se un giorno di malattia costa più di quanto guadagno in un giorno di lavoro… 20/12/2010 | Felicia Logozzo I certificati medici di malattia sono ancora gratuiti, dopo l’introduzione dell’obbligo della trasmissione telematica di cui abbiamo parlato in un precendente articolo? Una paziente ci segnala di [ ... ] |
Italia, il paese dai 30 illeciti ambientali al giorno 31/05/2010 | Tommaso Tautonico Alla presenza dei massimi rappresentati dei corpi dello stato impegnati nel contrasto all'illegalità ambientale è stato presentato il primo Rapporto sull'azione condotta contro tali crimini. Pres [ ... ] | ||
| Risultato del test antidroga ai parlamentari 18/02/2010 | Renato Il Senato della Repubblica ha 315 membri, la Camera dei Deputati ben 630, per un totale di 945 componenti. Il sottosegretario Carlo Giovanardi ha reso noti i risultati dei test antidroga compiuto su b [ ... ] |
Emma Bonino: i diritti delle donne 06/02/2010 | Emma Bonino VOGLIONO COLPIRE I DIRITTI DELLE DONNE E se si fosse trattato di un farmaco innovativo per la cura prostata anziché della RU486, avremmo avuto tutto questo fuoco di sbarramento? Credo proprio di no. [ ... ] |
Vogliamo il ritorno del nucleare? 11/09/2010 | Carlo Ruberto L'8 luglio è stato pubblicato sulla Gazzatta Ufficiale, con grande ritardo sulla tabella di marcia prevista da Berlusconi, lo statuto della Agenzia per la sicurezza nucleare. Il passo successivo vers [ ... ] | ||
| La pastiera napoletana fatta in casa 02/04/2010 | Patrizia La pastiera napoletana è il dolce che nel giorno di Pasqua è presente su tutte le tavole della Campania e non solo. Ha un gusto inconfondibile dovuto a due ingredienti particolari: il grano cotto [ ... ] |
Ferragosto gastronomico a Poppi (AR) 13/08/2010 | Renato Francisci Poppi è posto al centro del Casentino, una valle tra le più belle della Toscana. Il borgo medievale è una rara città murata alla cui sommità signoreggia il Castello dei Conti Guidi, opera del [ ... ] |
Non è vero che la Terra sta morendo 30/04/2010 | Alberto Cannella Commentando con una mia amica, laureata in Scienze della Terra e giornalista nel campo scientifico, il gravissimo disastro ecologico dovuto all’esplosione del pozzo di petrolio sottomarino che inter [ ... ] | ||
| Roma la Dolce Vita riscopre la straordinarietà del quotidiano 13/05/2010 | Serena Bartezzati Roma interpreta una nuova Dolce Vita alla riscoperta della straordinarietà del quotidiano. Dal 17 al 23 Maggio, riparte il Festival del Lusso Essenziale con un percorso di incontri, mostre e proget [ ... ] |
Perchè nella coppia si litiga spesso 11/02/2010 | Un’indagine condotta dal sito Casa.it rivela i motivi per cui una coppia arrivi a litigare. Si va dalla scelta del colore delle pareti (19,9%), seguito dalla scelta dei divani (17,0%), delle tende ( [ ... ] | Altri Articoli...
| ||




In pochi ne erano a conoscenza. Era nascosto in una stanza con pareti rinforzate. Nessuno sa il perché. Un reattore nucleare nascosto giù in cantina. Nel quartier generale della Kodak di Rochester nello stato di New York. Il marchingegno è rimasto nel palazzo dal 1974 fino al novembre 2007, all'insaputa della maggior parte degli impiegati.
Negli anni della tecnologia digitale e della banda larga, le città italiane si rivelano sempre più lente. A Roma, Milano e Napoli ci si sposta a una velocità media di 15 km/h, con minimi di 7-8 orari quando il traffico si fa caotico. Impiegavano meno i nostri antenati, quando il motore a scoppio era ancora ben lungi dal venire, e ci si muoveva con cavalli e carrozze. Secondo Confcommercio, che ha presentato il Libro Bianco sui trasporti «Sciogliere i nodi per competere», tale è l'arretratezza delle infrastrutture italiane che alla fine del 1700 la velocità media era la stessa di oggi. Almeno nelle metropoli.




Chissà cosa penserebbero Giuseppe Verdi, Giosuè Carducci, Francesco De Sanctis, Edmondo De Amicis ed i tanti altri illustri esponenti della cultura italiana che tennero a battesimo la – un tempo gloriosa – Società italiana autori ed editori nel leggere il testo del nuovo statuto, messo a punto dal Commissario straordinario Gianluigi Rondi e dai due sub-commissari Mario Stella Richter e Domenico Luca Scordino.
Umberto Bossi
Come se non bastasse oltre alla pessima applicazione della legge sull’affido condiviso, la crisi economica aumenterà le vittime nei genitori separati a discapito dei nostri figli.










