| BENESSERE - Salute |
La relazione sullo stato di salute 2011: gli uomini vivono in media 76,1 anni contro gli 82,2 delle donne. Sempre più anziani e sempre più a lungo. La speranza di vita alla nascita in Italia è in Europa una delle più alte al mondo e pari a 76,1 anni per gli uomini e a 82,2 anni per le donne. Le donne vivono in media 6 anni in più degli uomini. È quanto emerge dalla Relazione sullo stato di salute del paese 2009-2010.
ANZIANI - «L'Italia raggiunge il traguardo storico dei 60 milioni di abitanti, tra questi il 20,3% ha più di 65 anni» si sottolinea nella relazione presentata dal ministro della Salute Renato Balduzzi. «Al 1 gennaio 2011 i residenti» nel nostro Paese «sono 60.626.442 unità. Il Nord è la ripartizione con il maggior numero di residenti, 27 milioni e 700.000 unità, pari al 45,8% del totale. Al Centro i residenti sono, invece, quasi 12 milioni, il 19,7%, mentre nel Mezzogiorno sono quasi 21 milioni, pari al 34,5%». Nel 2010, prosegue il rapporto «la dinamica naturale (differenza tra nascite e decessi) registra un saldo negativo di 25.544 unità. Il numero dei nati vivi in Italia nel corso del 2010 è 562.000 unità, per un tasso di natalità pari a 9,3 per 1.000 abitanti. Il numero dei decessi è invece 587.488 unità, per un tasso di mortalità pari a 9,7 per 1.000 abitanti.
TUMORI - Una delle ragioni dell'allungamento della speranza di vita è nella maggiore efficacia delle cure nei confronti di malattie un tempo del tutto mortali. La riduzione della mortalità per tumori ad esempio, che ha avuto inizio più recentemente a partire dagli anni novanta, è del 20% circa fra gli uomini e del 10% fra le donne. È quanto emerge dalla Relazione sullo stato sanitario del paese 2009-2010. «Si prevede che nel 2010, in Italia - si legge - si verifichino circa 122mila decessi per tumore nella fascia d'età 0-84 anni, di cui il 59% costituito da uomini (circa 73mila). Tale cifra è il risultato della progressiva riduzione della mortalità per tumore, attesa anche per i prossimi anni in entrambi i sessi. Il risultato complessivo, nel periodo 1998- 2005, è quello di un trend in riduzione della mortalità per tutti i tumori».
GIOVANI - Tra i molti i dati contenuti nel rapporto sullo stato di salute nel Paese, qualche dato che riguarda i giovani. Il 91,8% dei bambini e ragazzi della fascia di età 0-14 anni è in buona salute, il 9,6% presenta una o più malattie croniche, mentre solo l'1,6% soffre di due malattie o più croniche. Le patologie presenti più frequentemente, si legge nel rapporto sullo stato di salute del Paese, «per la fascia di età 0-14 anni sono le malattie allergiche, maggiori nei maschi (8,3%) rispetto alle femmine (7,6), la bronchite cronica, inclusa l'asma bronchiale (2,2%), i disturbi nervosi pari allo 0,6% nei maschi e allo 0,3% nelle femmine. L'asma colpisce oggi il 10% della popolazione infantile, contro il 2,3% degli anni Settanta.
La principale causa di morte per gli under 20, è rappresentata dagli incidenti stradali: 339 casi all'anno, 269 dei quali nella fascia d'età 15-19. Pressapoco nella stessa fascia d'età, quarta causa di morte è il suicidio, che riguarda il 9% dei 15-24enni, di poco inferiore a quella dei morti per tumore (11%)
TOSSICODIPENDENZA - I soggetti con dipendenza da sostanze (tossicodipendenti con bisogno di trattamento) sono 393.490 e rappresentano il 9,95/1.000 residenti di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Di questi, si legge nel Rapporto «216mila per oppiacei e 178mila per cocaina». Una particolarità: negli ultimi anni «si sta registrando un sempre più marcato spostamento dell'offerta di commercializzazione delle sostanze illecite attraverso internet. (da corriere.it)
Commento: Tutto vero.....o quasi: perchè ricordiamoci che chi muore ora ad 85 anni ha passato i 2/3 della propria vita in un ambiente sano, mangiando alimenti poveri ma privi di sostanze adulteranti e poi.... c'era la selezione naturale chi ce la faceva nei primi 10-15 anni di vita quasi sicuramente, salvo guerre, raggiungeva un'età rispettabile. Aspettiamo che sia il turno della generazione venuta al mondo "a tutti i costi"", allevata in batteria, rimpinzata di farmaci di ogni tipo fin dalla nascita, respirando questa miscela d'aria e veleno (vivere in una città medio-grande è come fumarsi 10-30 sigarette al giorno)....staremo a vedere. Intanto dire ORA che la gente vive a lungo fa piacere a noi stessi e fa il gioco di coloro che vogliono allungare l'età lavorativa.
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In pochi ne erano a conoscenza. Era nascosto in una stanza con pareti rinforzate. Nessuno sa il perché. Un reattore nucleare nascosto giù in cantina. Nel quartier generale della Kodak di Rochester nello stato di New York. Il marchingegno è rimasto nel palazzo dal 1974 fino al novembre 2007, all'insaputa della maggior parte degli impiegati.
Negli anni della tecnologia digitale e della banda larga, le città italiane si rivelano sempre più lente. A Roma, Milano e Napoli ci si sposta a una velocità media di 15 km/h, con minimi di 7-8 orari quando il traffico si fa caotico. Impiegavano meno i nostri antenati, quando il motore a scoppio era ancora ben lungi dal venire, e ci si muoveva con cavalli e carrozze. Secondo Confcommercio, che ha presentato il Libro Bianco sui trasporti «Sciogliere i nodi per competere», tale è l'arretratezza delle infrastrutture italiane che alla fine del 1700 la velocità media era la stessa di oggi. Almeno nelle metropoli.




Chissà cosa penserebbero Giuseppe Verdi, Giosuè Carducci, Francesco De Sanctis, Edmondo De Amicis ed i tanti altri illustri esponenti della cultura italiana che tennero a battesimo la – un tempo gloriosa – Società italiana autori ed editori nel leggere il testo del nuovo statuto, messo a punto dal Commissario straordinario Gianluigi Rondi e dai due sub-commissari Mario Stella Richter e Domenico Luca Scordino.
Umberto Bossi
Come se non bastasse oltre alla pessima applicazione della legge sull’affido condiviso, la crisi economica aumenterà le vittime nei genitori separati a discapito dei nostri figli.











