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BENESSERE - Spiritualità

 

Due computer e un indirizzo e-mail, un paio di cellulari e un appello accorato a tutti i parroci della città: «Aiutateci a farci conoscere, spiegate chi siamo e che cosa facciamo. Raccontate alla gente la nostra vita in preghiera, la clausura è un mondo straordinario ancora da scoprire e noi purtroppo non possiamo aiutarvi a farlo».
Suor Nunzia Emanuela, madre badessa di Portici, 61 anni ben portati, nel convento delle Clarisse da quando ne aveva 29, parla di vocazioni, crisi e vita claustrale, racconta che cosa vuol dire vivere fuori dal mondo, protetta da sbarre e triple mandate, tra preghiere, lodi e lavoro, senza la possibilità di incontrare amici e familiari se non una volta ogni tanto: «Siamo rimaste in tredici qui a piazza del Gesù in un convento che potrebbe ospitarne almeno il doppio, siamo poche, troppo poche e dobbiamo occuparci di tutto. Lavoriamo sodo dall’alba al tramonto, senza contare che due consorelle hanno più di novant’anni, lucidissime per carità, ma assolutamente bisognose della nostra assistenza. Il tempo per pregare? Sempre meno, dobbiamo alzarci alle 5 per far tutto senza rinunciare ai nostri momenti di silenzio e meditazione».

Da qui la richiesta di aiuto ai sacerdoti napoletani e la necessità di procurarsi un paio di computer per comunicare con l’esterno nel tentativo di sollecitare qualche vocazione: «In molti ci chiedono di pregare per loro e sempre più spesso lo fanno on line - aggiunge suor Nunzia Emanuela - grazie al web riusciamo a metterci in contatto con i fedeli e a farci conoscere almeno un po’. Siamo chiuse in monastero, non abbiamo la possibilità di comunicare, di spiegare agli altri quanto la vita claustrale sia gioiosa e felice. Sì, un’avventura quotidiana anche se sappiamo bene che nell’immaginario collettivo appare tutt’altro. Credetemi, ci sono tante ragazze che hanno la vocazione nel cuore e nemmeno lo sanno. Coraggio, dunque, fatevi sentire, mettetevi in contatto con noi e al resto penserà Gesù».

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. : eccolo qui l’indirizzo di posta elettronica delle tredici sorelle di Santa Chiara pronte a rispondere alle domande di chi ha voglia di conoscere il misterioso mondo della clausura. Attenzione, però. I computer di Santa Chiara possono essere utilizzati solo ed esclusivamente dalla madre badessa che, su richiesta e in caso di necessità, concede alle clarisse di metterli in funzione: «Spesso sono io a pregare le sorelle più giovani di andare a controllare la posta per verificare messaggi e comunicazioni. Talvolta sono loro a chiedermi il permesso di accendere il computer per fare ricerche generiche o saperne di più su quello che succede nel mondo. In ogni caso è chiaro che si tratta di un mezzo di comunicazione che utilizziamo con attenzione e tanta moderazione. Qui siamo in clausura».

Appena tredici clarisse dunque, fino a qualche tempo fa quindici: «In due purtroppo sono andate via. O meglio: abbiamo invitato loro a lasciare il convento. Perché? Non ce l’hanno fatta a reggere la vita claustrale, forse non erano ancora pronte o forse non lo saranno mai. Quel che è certo è che qui non potevano più vivere. La clausura è allegria, stare con Gesù riempe il cuore di amore e di gioia, quando sul volto delle più giovani leggi una vena di tristezza vuol dire che la strada non è quella giusta. Sia chiaro a tutti: qui ci giochiamo la nostra eternità e non possiamo permetterci il lusso di sbagliare».

di Maria Chiara Aulisio per ilmattino.it

 
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Le falsità del governo Monti sull'IMU: parlano del 30% delle famiglie esenti, con una imposta media da versare di circa 200 euro. Ma facendo i conti su un appartamento medio-piccolo del valore catastale di 800 euro, l'imposta da pagare, sottratti i 200 euro di detrazione familiare, è di 337 euro. Il calcolo è fatto con l'aliquota del 4 per mille, ma tenendo presente che molti comuni aumenteranno l'aliquota, l'importo aumenta: a Roma è del 5 per mille e l'importo da pagare passa a 472 euro....!! Come li fanno i calcoli i tecnici ben pagati di Monti? Volete sapere quanto bisogna pagare se la rendita catastale della prima casa è di appena 300 euro con l'aliquota di base del 4 per mille? con la detrazione bisogna pagare 2 euro. Ma quale appartamento ha una rendita così bassa? solo se ha una superficie di circa 30 mq.

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