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BENESSERE - Spiritualità

Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io.

Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone puttaniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.
Alla stregua di cattedre, banchi, lavagne, gessetti, cancellini e ramazze. Se dobbiamo difendere il crocifisso come “arredo”, tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una “tradizione” (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta “civiltà ebraico-cristiana” (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare).

Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno “scandalo” sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità (“date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”) e gratuità (“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”).

Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l’ideologia più pagana della storia, il nazismo – l’ha ricordato Antonio Socci – a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo.

Eppure basta prendere a prestito il lessico familiare di Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli.

A me sembra un bene che i bambini, i ragazzi lo sappiano fin dai banchi di scuola”. Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia – si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all’uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l’8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell’uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali.

da Il Fatto Quotidiano n°38 del 5 novembre 2009

Commenti:

Sono d’accordo con Marco Travaglio che stimo anche se non sempre apprezzo il suo modo di esprimersi. Aggiungo solo una piccola chiosa. Se quella signora finlandese si sente tanto offesa da quel pezzetto di legno – con su attaccato un pezzetto di metallo – appeso al muro, fino a scatenare quel bailamme che conosciamo, quanto più dovrebbe sentirsi offesa alla vista delle decine di cattedrali europee (ben più visibili di un crocifisso) o da tutta la storia dell’arte! Allora distruggiamo tutto, come hanno fatto i talebani con i simulacri del Budda?C’è da pensare che non permetterà mai ai suoi figli di visitare la Cappella Sistina o di leggere la Divina Commedia, perché ne rimarrebbero inorriditi e traviati. Allora dovrebbe portarli a vivere in Antartide, perché è difficile che lì trovi simboli cristiani. Poi, dovrebbe chiedere al governo finlandese di cambiare bandiera perché, guarda caso, la croce si trova anche lì. Che orrore! (Carla D'Agostino Ungaretti)

Se il crocefisso fissato in ogni classe richiamasse nella mente di chi lo guarda pensieri di uguaglianza e gratuità, di sacrificio e sofferenza per il bene degli altri, sarei d’accordo al 100% con quel che scrivi. In ogni caso scrivere che il crocefisso parla proprio di questi valori è cosa buona e giusta, utile anche per far riflettere quelli che il crocifisso, fissato in ogni classe, lo vogliono per le stesse ragioni per cui tappezzano la scuola di svastiche druide, con la scusa che sono antichi simboli solari portatori di benessere e salute. (San Marco)

Sono perfettamente d’accordo con Marco, credo sia questione culturale, non di “fede”. Chi sa che nella riforma dei Programmi della scuola elementare era previsto l’insegnamento della Storia delle Religioni e non la Dottrina cattolica ? Perchè occorrono insegnanti nominate dal Vescovo e pagate da Tutti noi per questa “disciplina”?
Se si sciogliesse questo dilemma non ci sarebbe bisogno di “Crociate” tanto meno esse sarebbero affidate a chi strumentalizza la religione,quando non sarebbe degno neppure di parlare di Celti, di Miti mescolando il profano con il Sacro,per non parlare dell’ESEMPIO che ognuno di noi dovrebbe offrire agli altri , così come diceva Quel Tale di cui non sanno niente!!! (angelo diana e molti amici)

Chiaramente in questo articolo non si tiene in considerazione, oltre al fatto che gesù è stato crocifisso barbaramente, ma che in nome di quel crocifisso poi siano state barbaramente uccise milioni di altre persone, si sia operata (e ancora si opera) un’azione di freno micidiale allo sviluppo culturale e scientifico, e si sia fatto, e si continui a fare, il lavaggio del cervello ad altri milioni di persone. da italiana, battezzata (ahimé!) e atea, io ci andrei personalmente a togliere tutti i crocifissi dalle scuole. e basta con la storia che ci si rifiuta di farlo perché sono solo gli stranieri a chiederlo, è solo un altro pretesto di razzismo. io sono italiana e non ce lo voglio. (Veronica Di Marco)

il concetto del crocifiso si oppure no si presta di per se a molteplici interpretazione , io per mio conto sono tuttaltro che cristiano , cattoli co catto comunista o quantaltro possa avvicinarsi all chiesa . nessuno dei miei figli è stato battezzato perche la ritengo un imposzione e lascio a loro l’ arbitri d decidere se e quale religione seguire .ma il fatto del crocifisso propio non lo accetto , perchè qualcuno , che viene da un altro paese con la sua cultura e religione , e pretende di essere ccettato e di potere mantenere qui le sue tradizioni , osa soltanto sollevare la qustione del cristo in classe .scusate ma io non ci sto , il crocifisso che avrei tolto volentieri per 100 altri motivi , lo voglio lasciare propio lì dove sta , come c’era con il mio bisavol e come c’era quando andavo a scuola io.deve rimanere , basta calarsi i pantaloni , di fronte a u qualsiasi altra cultira /religione che sia , se no ti aggrada stai a casa tua . non c’è offesa , non c’ è disturbo , he sia un complemento d’ arredo o un feticcio , se ci credi lo vuoi e se non ci credi non ti tange.oggi il crocifisso domani a scuola col burka ? questo e quello che molti buonisti ideologici stanno producendo , il soppiantamento della nostra cultura ( anche se non è così bella) a favore di altre.l’ oro sono sempre poverini con tutti i loro diritti , e noi ? non possiamo se non chiedere almeno mantenere quel poco di imaggine e tradizione che abbiamo ? anche quella celata in un povero cristo inchiodato 2 volte una alla croce e l’ altra al muro di una classe. (Piero)

 
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Le falsità del governo Monti sull'IMU: parlano del 30% delle famiglie esenti, con una imposta media da versare di circa 200 euro. Ma facendo i conti su un appartamento medio-piccolo del valore catastale di 800 euro, l'imposta da pagare, sottratti i 200 euro di detrazione familiare, è di 337 euro. Il calcolo è fatto con l'aliquota del 4 per mille, ma tenendo presente che molti comuni aumenteranno l'aliquota, l'importo aumenta: a Roma è del 5 per mille e l'importo da pagare passa a 472 euro....!! Come li fanno i calcoli i tecnici ben pagati di Monti? Volete sapere quanto bisogna pagare se la rendita catastale della prima casa è di appena 300 euro con l'aliquota di base del 4 per mille? con la detrazione bisogna pagare 2 euro. Ma quale appartamento ha una rendita così bassa? solo se ha una superficie di circa 30 mq.

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