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ECOFINANZA - Economia

"La mafia più ricca del mondo domina la regione più povera d'Europa. La 'ndrangheta che fino a vent'anni fa era considerata una criminalità da Terzo Mondo arcaico e rozzo, oggi fattura 44 miliardi di euro l'anno e controlla quasi tutta la cocaina d'Europa. Ma di questa enorme ricchezze alla Calabria restano soltanto gli scarti...Il mistero è il disprezzo che i capibastone della 'ndrangheta mostrano per la loro stessa terra e per la loro gente, nonostante il mito dei codici d'onore... Nella terra delle 'ndrine, gli 'uomini di panza' sfruttano senza restituire altro che le perline e gli specchietti dei consumi effimeri" (Antonio Nicaso)

LA MALAPIANTA. Cosa accade quando Nicola Gratteri, un magistrato impegnato da oltre vent'anni a combattere la "mafia più ricca del mondo" incontra Antonio Nicaso, un giornalista che nello stesso lasso di tempo è diventato uno dei massimi esperti della criminalità organizzata calabrese? Nasce quello che viene solitamente chiamato un "best-seller". La Malapianta è una conversazione a due. A domanda risposta. Ed ecco andare alle stampe un viaggio lungo 180 pagine nella mafia meno conosciuta d'Italia, ma ad oggi la più influente, la più ricca e determinante. Quella che da sola fattura il 3 per cento del Pil italiano. Quella che non ha ancora praticamente conosciuto il fenomeno del pentitismo. Quella che estende le sue radici tossiche in quattro continenti e che secondo i magistrati è arrivata in Parlamento (il recente arresto dell'ormai ex senatore Di Girolamo).

"HI-TECH E LUPARA". Non c'è settore economico in cui oggi la 'ndrangheta non abbia interessi. E non c'è aspetto che Gratteri e Nicaso non prendano in considerazione. Dagli inizi di quella che ancora si chiamava "picciotteria" alla svolta che ha fatto nascere una criminalità che nel silenzio è diventata un colosso economico. "Hi tech e lupara" è una definizione fulminante e calzante che unisce due aspetti solo apparentemente in contraddizione del fenomeno mafioso calabrese. La sua forza è il legame di sangue che unisce gli elementi delle 'ndrine. Un vincolo che non ha visto "nascere" un Buscetta o uno Schiavone (pentiti "storici" di Cosa Nostra e camorra) in Calabria. "Già agli inizi del Novecento - sottolinea Gratteri - molti clan erano costituiti da fratelli e cugini. Nel periodo del fascismo, per esigenze di reciproca protezione, i legami di sangue si rafforzano. Lo scrittore Corrado Alvaro, parlando della Calabria, dice: 'La famiglia è la sua colonna vertebrale, l'alveo del suo genio, il suo dramma e la sua poesia'. E' lo stesso per la 'ndrangheta ma con un pò di poesia in meno". Ma questo elemento in un certo modo arcaico non ha impedito alla mafia calabrese di sfruttare le più moderne tecnologie e i principali strumenti finanziari per accumulare immense ricchezze ed essere spesso un passo avanti al lavoro della magistratura. "La forza della 'ndrangheta sta nella capacità di coniugare vecchio e nuovo. Essa è fortemente tradizionale e, allo stesso tempo, estremamente innovativa".

LA COCAINA. Una storia quella della 'ndrangheta che si è sviluppata attraverso un capillare controllo del territorio e che l'ha vista prima protagonista della stagione dei sequestri di persona (207 quelli gestiti dalla mafia calabrese fra il 1970 e il 1988), i cui proventi sono stati investiti in quello che è diventato il business che l'ha resa grande: il traffico di droga. Oggi la 'ndrangheta è a tutti gli effetti una S.p.a. Una società per azioni con massicci investimenti in tutta Italia e con "filiali estere" in Canada, Stati Uniti, Messico, Colombia, Senegal, Sudafrica, Australia e Medio Oriente.

"La 'ndrangheta - spiega ancora Gratteri - era un'accozzaglia di pastori scesa dalle montagne per fare soldi con i sequestri di persona. O almeno così era vista...In Calabria i pochi clan dediti al traffico di droga dipendevano dai siciliani...Quando la cocaina iniziò a diventare sballo di massa, i clan della Locride iniziarono a trattare direttamente con i cartelli colombiani di Calì e Medellin, investendo i soldi che avevano messo da parte con i sequestri di persona. Il salto di qualità avvenne negli anni Novanta, mentre Cosa Nostra era impegnata nello stragismo. Secondo il rapporto del 2008 della Direzione centrale dei servizi antidroga, la produzione mondiale di cocaina viene quantificata in 944 tonnellate l'anno e l'economia di molti Paesi viene tenuta in piedi da questi traffici. Si è calcolato che se il narcotraffico venisse debellato, l'economia americana subirebbe una perdita del 19 per cento, e quella messicana un crollo del 63 per cento".

IL SANGUE. "Nella logica delle faide - continua Gratteri - è difficile spiegare antefatti e motivazioni. Spesso piccoli e banali moventi possono saturare la riserva d'odio. La visione della vecchia 'ndrangheta parsimoniosa nell'uso della violenza non ha alcun fondamento storico. L'elenco delle donne e dei bambini uccisi dalla 'ndrangheta è lunghissimo, a conferma che la mafia non ha mai guardato in faccia a nessuno".

LE RADICI IN TUTTA ITALIA. Gli "insediamenti" delle 'ndrine sono spuntati in tutta Italia a partire dagli anni Sessanta. La 'ndrangheta è presente in 18 regioni, escludendo per ovvi motivi di "concorrenza" mafiosa Campania e Sicilia. "Le infiltrazioni delle 'ndrine sono state spesso sottovalutate - afferma Gratteri - Nel 1989 l'allora sindaco di Milano, Paolo Pillitteri, ne negò la presenza in Lombardia e due anni dopo il procuratore generale Giulio Catelani fece la stessa cosa. Soltanto dopo l'emergere di Tangentopoli è stato possibile istruire decine di processi che hanno portato alla condanna migliaia di affiliati. Ma ci sono state persone che non hanno voluto comprendere questo fenomeno. Come nel resto d'Italia. Faceva comodo far passare gli insediamenti della 'ndrangheta per prodotti di sottocultura marginale, un esclusuivo problema di ordine pubblico".

INVESTIMENTI MONDIALI. I clan di tutte le mafie inquinano l'economia pulita investendo le loro enormi risorse economiche in attività lecite e illecite, dal mattone in Canada e negli Stati Uniti, a vere e proprie basi per gestire il traffico di cocaina in Spagna, in Olanda, in Belgio e in alcuni porti africani. E in una fase di crisi economica, con la conseguente mancanza di liquidità, il denaro da riciclare a disposizione delle mafie diventa appettibile per l'economia. "Oggi la 'ndrangheta è l'unica mafia veramente globalizzata. Simile alla Coca-Cola o al Mc Donald's, ma ben più pericolosa e impenetrabile di Cosa Nostra - chiosa Gratteri - Per decenni ha costruito basi all'estero: dal Canada agli Stati Uniti, dall'America Latina all'Australia. Dalla Calabria, accanto a tantissimi onesti, sono partiti anche tanti criminali che hanno saputo sfruttare le opportunità di Paesi che non avevano, e che non hanno, una legislazione adeguata per combattere questo tipo di criminalità".

"La malapianta è un organismo anomalo che non arricchisce e non porta ossigeno. Desertifica, anzi, la terra in cui è conficcata. Perché ogni euro regalato al territorio è avvertito come denaro perso, come obolo dato in beneficenza. Denaro che non frutta. Così la pensa chi domina la propria terra, sia in Calabria che in Campania" (Roberto Saviano)

CLAUDIO FORLEO

 
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