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Se hai già un profilo Twitter o sei comunque un habitué di questo blog puoi anche fermarti qui. Probabilmente sai già tutto di quello che sto per scrivere. Ma se invece sei fra coloro che si domandano perché mai tutti (noi compresi) continuano a parlare di questo social network visto che c’è già Facebook che funziona a meraviglia…beh, allora vai pure avanti a leggere. Forse c’è qualcosa che può interessarti.
Punto primo: Twitter è diverso da Facebook
Bella scoperta. Sì però è necessario ribadirlo visto che gli addetti ai lavori (media in primis) sono abituati a fare di tutta un’erba un fascio quando si tirano in ballo i social network. E invece parliamo di due mondi agli antipodi. Uno (Facebook) è una piazza virtuale che si basa sul collegamento fra due (o più) utenti: perché la comunicazione abbia inizio devo accettare la tua richiesta di amicizia, o viceversa. L’altro (Twitter) non prevede nessun obbligo di reciprocità: significa che posso essere follower di Valentino Rossi, senza che lui nemmeno sappia chi sono.
Punto secondo: a Twitter non interessano i tuoi pensieri esistenziali
Il risultato di quello che ho scritto poc’anzi è un modello di comunicazione da-uno-a-molti nel quale tutti possono seguire tutti [ecco i 30 nomi da non perdere, secondo noi]. E che proprio per questo diventa molto selettivo quando si tratta di valutare i contributi. Se all’interno di Facebook tutto fa brodo, su Twitter quel brodo rischia di annacquarsi. Insomma se pensi di iscriverti a Twitter per far conoscere a tutto il mondo gli effetti sul tuo intestino dell’impepata di cozze del cenone di Capodanno lascia perdere. Sarebbe come lanciare un sassolino in un oceano. Nessuno se ne accorgerebbe, a parte quei quattro amici che hanno deciso di seguirti pure qui. Se invece hai qualcosa di più importante da dire, qualcosa capace di suscitare interesse, o addirittura uno scoop, allora sei nel posto giusto: non c’è strumento migliore di Twitter per comunicare in tempo reale. Ne sa qualcosa l’uomo che non sapeva di essere il vicino di casa Bin Laden o tutti i vari utenti che grazie a Twitter hanno avuto il loro momento di gloria planetaria.
Punto terzo: cinguettare non è obbligatorio (cioè, puoi limitarti ad ascoltare)
Molti utenti non si iscrivono a Twitter per paura di dover a tutti costi far sentire la propria voce. Il fatto è che Twitter può essere usato tranquillamente anche da chi non ha voglia o tempo di intervenire in prima persona. Lo dimostrano i numeri: allo stato attuale meno dell’1% degli iscritti pubblica il 50% dei cinguettii. Il resto? Si limita ad ascoltare. In questo senso, chiarisce molto bene Bill Gurley nel suo blog, Twitter può essere considerato un’evoluzione dei feed RSS. Qualcosa che ci permette di arrivare prima alle notizie del nostro giornalista di riferimento, agli aggiornamenti del nostro cantante preferito e così via. Se Facebook è la risorsa numero uno per ciò che concerne la nostra sfera sociale (gli amici, i familiari e i colleghi di lavoro) Twitter è il ponte fra noi e il resto del mondo, o perlomeno del mondo al quale siamo interessati.
Punto quarto: Twitter va dritto al sodo…
Altro che giochi, giochini, Timeline, impostazioni (e polemiche) sulla privacy: pochi fronzoli, siamo su Twitter. 140 caratteri, link inclusi, per comunicare [leggi le regole per cinguettare]. Prendere o lasciare. È il bello (o il brutto) di Twitter, uno strumento che piaccia o meno va all’essenza delle cose. E che proprio per questo sa essere più veloce degli altri servizi quando si tratta di dare (e ricevere) notizie.
…ma non per questo è si può definire povero (punto cinque)
Pur nella sua essenzialità Twitter sa essere una risorsa straordinaria ricca. La possibilità di “ritwittare”, ovvero di (ri)pubblicare sul nostro profilo i cinguettii scritti dagli utenti che seguiamo, è senza dubbio la chiave che alimenta il meccanismo virale che sta alla base della comunicazione supersonica di Twitter. Ma è anche il mezzo che può portarci ad espandere la nostra rete di follower/following. Se decidiamo di seguire il nostro opinionista sportivo preferito, ad esempio, ci ritroveremo a leggere i ritweet degli utenti che lui segue in prima persona. E magari vorremo diventarne a nostra volta suoi follower.
Giusto. Se volete seguirmi anche su Twitter fate pure, cercate robycata.
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Il boom, c’è da giurarlo, questa volta lo hanno sentito anche al Quirinale. Ma se il boom sarà sufficiente per risollevare le sorti del Paese è cosa ancora tutta da dimostrare. A oggi si può solo dire che il Movimento 5 Stelle è ormai artefice del suo destino. E in parte anche di quello degli italiani. Se, a cominciare da Parma, il Movimento riuscirà ben governare, i cittadini avranno davanti a loro una valida alternativa al disastrato e disastroso sistema dei partiti. O almeno si ritroveranno tra le mani un pungolo per tentare di spingere finalmente all’azione quel poco che c’è da salvare nei nostri movimenti politici.
La circolare del ministero dell'Economia sull'Imu conferma una interpretazione molto restrittiva dei criteri per l'individuazione della prima casa, sulla quale l'aliquota è più leggera e si beneficia delle detrazioni. Viene del resto confermata l'impostazione del decreto Salva-Italia che non solo ha istituito la nuova imposta sugli immobili a valere anche sulla casa di abitazione, ma ha anche fissato precisi paletti antielusione rispetto alla vecchia Ici, dalla quale erano appunto esenti, dal 2008, tutti gli immobili che risultavano prime case, circa il 60% del totale. Tipico l'esempio dei genitori che davano in comodato d'uso (affitto gratuito) un secondo appartamento al figlio o alla figlia. In questo caso gli stessi genitori non pagavano l'Ici su nessuna delle due abitazioni, né quella dove vivevano né quella concessa in uso. L'Imu, invece, sarà dovuta su entrambe: con aliquota agevolata sulla loro casa e con l'aliquota base più alta su quella data al figlio, perché appunto considerata una seconda casa.
Le polizze vita e i versamenti nei fondi pensione possono rappresentare uno strumento di difesa del debitore nei confronti dei propri creditori, anche a seguito del fallimento dello stesso. Queste, tuttavia, devono rispettare due specifiche condizioni: 1) devono assolvere a reali finalità di tipo previdenziale; 2) non devono essere oggetto di riscatto anticipato.



La nuova legge elettorale? Bloccata. Quella per tagliare il finanziamento ai partiti? Non pervenuta. Tutte le altre riforme? Impantanate. L'azione del governo? Già finita. Da noi è il Palazzo che ci sta portando verso la Grecia. Se Atene fallisce l'Italia rischia un contagio economico ma soprattutto politico. Aumenterebbero le spinte populiste a uscire dall'euro. Con conseguenze disastrose.
Alle 4.04 una fortissima scossa di terremoto ha sconvolto l'Emilia Romagna: il bilancio è di sei morti e almeno 50 feriti. I danni maggiori nel ferrarese a Sant'Agostino e Finale Emilia. Quattro operai,una donna tedesca di 37 anni e un'anziana ultracentenaria le vittime accertate al momento. Danni ingienti anche ai monumenti: tre le quattro torri della Rocca di San Felice in Panaro, nel modenese, sono crollati. Ma la paura non è finita: 











