Vaticano Giubileo 675"Perché cercate tra i morti colui che è vivo?". Dalla veglia della notte l'annuncio liturgico affronta le luci del giorno e si confronta stridente con il necrologio della cronaca, sul filo dei fusi orari, assumendo un contorno geopolitico: Sri Lanka, nello scenario horror e tragico bilancio degli attentati last minute. Mediterraneo e Medio Oriente. Inferni africani e limbi caraibici. "Quando Ti senti vecchio, con la tristezza ... i dubbi o i fallimenti, Lui sarà lì per ridarti la forza e la speranza". Nell'emergenza il copione raddoppia. E con esso i protagonisti. Davanti al sepolcro di Cristo, di papi questa volta ne ritroviamo due, Bergoglio e Ratzinger.

A interrogarsi sulla tomba vuota: sulla Chiesa svuotata di energia e strategia, disegno e impegno, consenso e incenso. Tradita dai suoi luogotenenti – quelli che per lei avrebbero dovuto versare il sangue, conforme al simbolismo cromatico della porpora – e invece hanno abusato del loro potere, in modo abominevole, facendola trascinare in tribunale. Incapace di uscire dalla crisi e in realistica, verosimile simbiosi con l'angoscia che assaliva i primi discepoli.

Parabola di due pontificati che hanno tracciato strade marcate, divaricate. Immaginato progetti suggestivi, nonché alternativi, per risorgere. Ma poi si ricongiungono, all'alba della Domenica, sul ciglio del crinale solitario che raduna, e accomuna, i successori di Pietro. Depositari dell'eredità.

Inchiodati al contrappasso esiziale, al paradosso letale di un sodalizio che nasce, scaturisce dal sacrificio di un innocente e adesso, nella percezione del mondo, occupa invece il ruolo del carnefice. Set al rovescio di una comunità che a Pasqua, ogni anno, evoca il processo, la condanna di un giusto e oggi è incalzata viceversa, segnatamente, da vittime che invocano giustizia nei suoi confronti: come in un crimine contro l'umanità. Riscattata, in ciò, solamente dal tributo di vite dei propri martiri, che il 2019 non ha lesinato, puntuali all'appuntamento, nel quadrante del subcontinente indiano e sull'altare a cielo aperto dell'isola di Ceylon, quasi a controfirmare, a certificare fisicamente le conclusioni dello scritto di Joseph Ratzinger: "La Chiesa di oggi è come non mai una Chiesa di martiri".

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dall'articolo di Piero Schiavazzi per HuffingtonPost.it 

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