berlusca bunga 300x225Silvio Berlusconi è trincerato da stamattina a Villa San Martino e lo scandalo Ruby Rubacuori sta scuotendo la maggioranza, tanto che si fanno sempre più insistenti le voci che vogliono le dimissioni del Presidente del Consiglio. I verbali con le intercettazioni tra le ragazze del Bunga Bunga finiscono nella disponibilità della Giunta per le autorizzazioni della Camera, che deve decidere se concedere alle forze dell'ordine la possibilità di ispezionare i locali di proprietà della presidenza del Consiglio. Su Repubblica, Piero Colaprico svela altri frammenti contenuti delle indagini effettuate dagli inquirenti. Alle feste del Bunga Bunga avrebbe partecipato anche la valletta Elena Morali, allora fidanzata con il figlio di Umberto Bossi, Renzo – detto “il trota”.

Chiara Danese bungaAltre due ragazze raccontano l'autentica "eleganza" delle notti di Arcore. A questo punto ci sono cinque giovanissime donne - testimoni dirette - che smentiscono la narrazione minimalista e fantasiosa di Silvio Berlusconi, il premier a giudizio per concussione e prostituzione minorile. Sono tutte e cinque estranee al giro della Dimora Olgettina, al mondo dello spettacolo e alla "scuderia" di Lele Mora. Le ultime due, in ordine di tempo, sono giovanissime. Si chiamano Ambra Battilana e Chiara Danese. Sono invitate a Villa San Martino il 22 agosto del 2010. Quel giorno, Ambra, che è nata il 15 maggio 1992, ha diciotto anni, tre mesi e sette giorni. Chiara, nata il 30 giugno 1992, ha diciott'anni, un mese e ventidue giorni. Quando le incontra, Silvio Berlusconi le chiamerà "le mie bambine". Il 4 aprile scorso Ambra e Chiara, con i loro avvocati, hanno presentato alla procura della Repubblica di Milano una "memoria" su quanto è avvenuto quella notte. Hanno confermato i loro ricordi in un interrogatorio, lunedì. Bisogna subito raccontare perché - solo ora e dopo otto mesi - Ambra e Chiara decidano di uscire allo scoperto, consapevoli "di essere finite - sono le loro parole - in fatti più grandi di noi". Ascoltiamole.

Dino Grandi il fascista traditore che fece cadere il Duce«È proprio quando vuoi dare un senso concreto alla parola amicizia che devi prendere decisioni drastiche, magari sgradite», anonimo esponente del Pdl intervistato da Ugo Magri, La Stampa, 21 settembre 2011. «Noi che, indipendentemente dal nemico, dobbiamo dimostrarci capaci di riconquistare le nostre perdute libertà. Mussolini, la dittatura, il fascismo, debbono sacrificarsi, debbono “suicidarsi” dimostrando con questo loro sacrificio il loro amore per la Nazione», Dino Grandi, luglio 1943. Siamo a quello? Siamo al 25 luglio? Alla congiura che elimina il capo? Oscar Giannino, rivolgendosi a un ipotetico interlocutore Pdl, tuonava dai microfoni di Radio 24 la mattina di giovedì 22 settembre: «Persino i fascisti sono riusciti a rovesciare Mussolini e voi non riuscite a trovare un Dino Grandi?»

INCONTRO SEGRETO TRA WALT DISNEY E BENITO MUSSOLININel 1935 Walt Disney fece un viaggio in Europa, incontrando gli editori locali delle sue creazioni. Venne anche in Italia, per definire il passaggio dei diritti di stampa dei suoi personaggi dall’editore fiorentino Nerbini al milanese Mondadori. Walt Disney incontrò anche Benito Mussolini?  Una prima risposta ci viene data dall’intervista che Romano Mussolini rilasciò alla rivista “If” della Epierre (pubblicata nel n. 4 dell’ottobre 1995). Nell’intervista di Francesco De Giacomo al figlio del Duce vengono fuori numerose curiosità, a partire dal nome stesso di Guido Mussolini (figlio di Vittorio e primo nipote del Duce, nato nel 1937 e deceduto nel 2012).

Mediaset perde contro Travaglio(31 Gennaio 2013) Il tribunale dei Roma ha respinto la richiesta di risarcimento del gruppo milanese, che invece dovrà versare 30mila euro all'Editoriale Il Fatto spa. Una sentenza che potrebbe valere come uno spartiacque, nell’Italia dove le cause contro giornali e giornalisti spesso sono prove tecniche di mordacchia. A scriverla, la prima sezione del Tribunale civile di Roma che, con il provvedimento depositato martedì scorso, ha respinto come “manifestamente infondata” e “forse motivata dall’avversione politica” la richiesta di risarcimento di Mediaset e Rti nei confronti di Marco Travaglio, Antonio Padellaro e dell’Editoriale Il Fatto Spa, difesi dall’avvocato Caterina Malavenda. Soprattutto, ha condannato le due aziende a pagare 30mila euro di “danni non patrimoniali”, arrecati ai due giornalisti e alla società che edita il Fatto Quotidiano

Le stragi partigiane del dopoguerra in ItaliaAlcuni storici che si sono occupati del fenomeno della guerra civile in Italia hanno preso in considerazione anche i fenomeni di violenze postbelliche, collocando il termine della guerra civile oltre la fine ufficiale della Seconda guerra mondiale in Europa. Pertanto, per costoro, non è facile identificare una vera e propria data finale del fenomeno, che tende a sfumare con il diradarsi delle violenze. Alcuni hanno proposto come data finale della guerra civile l’amnistia Togliatti del 22 giugno 1946. Immediatamente dopo che le forze della Resistenza partigiana riuscirono ad assumere il potere nelle città del nord, vennero istituiti tribunali improvvisati che, sulla base di giudizi sommari, comminarono condanne capitali ai fascisti catturati.

ENZO BIAGI fascista n 1Sul fatto che fosse un grande giornalista abbiamo molti dubbi; sul fatto che fosse stato sempre antifascista ,ancora di più.Sia chiaro che ci dispiace, come per ogni altro, la dipartita di un altro essere umano. Porgiamo quindi le condoglianze alla famiglia tutta. Ma la cosa che più mi ha incuriosito è che sembra che Biagi Ragioner Enzo sia nato dopo il 1945. Nessun giornale ci ha detto che cosa facesse prima. Un documento del Minculpop (Ministero della Cultura Popolare Fascista) del 20.01.1944 estrapolato anche dal “Domenicale”, ci fa sapere che il sig «Biagi rag. Enzo» (testualmente così indicato), si vantava di essere stato balilla, avanguardista, membro della Gioventù italiana del littorio, membro del Gruppo universitario fascista, che aveva vergato con i suoi articoli la rivista “L’assalto”, che vinse i premi Prelittorali, che suo zio aveva fatto la marcia su Roma, che suo cugino fu un viceministro delle Corporazioni. Di questo si vantava il Biagi.

morti russi gukafNegli anni '70 Robert Conquest fornì agli Usa le prove dei crimini in Urss, Cina e Vietnam. Milioni di morti. Morti di cui a lungo si è preferito non parlare. Sono le vittime dei regimi comunisti, sviluppatisi a partire dalla rivoluzione Russa del 1917. Le spiegazioni del silenzio su questa violenza totalitaria sono abbastanza ovvie. Dopo la seconda guerra mondiale era facile denunciare gli orrendi crimini del nazismo o del militarismo nipponico. Non erano più parte in causa. Ben diverso il caso dell'Urss, della Cina e dei loro Stati satellite, come Cuba o il Vietnam.

pd logo 675(Da Il Fatto Quotidiano del 21 Aprile 2016) Sindaci, governatori, consiglieri ed esponenti del partito sul territorio: ecco perché Renzi ora attacca i pm. “Questione morale”. Sui blog degli elettori Pd quelle due parole pronunciate da Enrico Berlinguer nel 1981 tornano frequenti. Insieme con le polemiche sulle inchieste che toccano esponenti dem.

lusi rutelli e renzi(ToDay.it 17 maggio 2012) L'ex tesoriere della Margherita si difende davanti alla Giunta del Senato che deve decidere sulla richiesta d'arresto a suo carico: "Ero il bancomat dei dirigenti del partito". E torna sulla spartizione del 'bottino': "60% ai popolari, 40% ai rutelliani". Chiamato a difendersi davanti alla Giunta del Senato che dovrà decidere sulla richiesta del suo arresto da parte della magistratura, Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, attacca. E presenta i conti. "Soldi a Matteo Renzi" - Tra questi, spiccano 70mila euro "dati a Matteo Renzi suddivisi in tre fatture".

papa bergoglio comunista da cadutamassi2Ad una domanda di Scalfari, Bergoglio ha risposto: «I comunisti la pensano come i cristiani». Ma è vero che il papa ha preso la tessera del Partito comunista? Assolutamente falso, fandonie e provocazioni. Come avrebbe potuto prendere quella tessera, visto che nel cuore l'ha già da sempre? Ce l'ha spiegato lui stesso nel discorso ufficiale tenuto in Vaticano all'incontro con 180 operatori dei Movimenti sociali del mondo su «Lavoro, casa, terra» il 5 novembre. E, ancor più chiaramente, nella intervista rilasciata ad Eugenio Scalfari e pubblicata l'11 novembre su Repubblica. Due testi importantissimi, da leggere e meditare.

torna colera a napoli liberoLo scrittore (ma non solo) contro il titolo del quotidiano che ha fatto uno "speciale" di due pagine dopo i due casi di contagio dal virus registrati nel capoluogo campano. Per l'istituto nazionale malattie infettive, tuttavia, la situazione "non desta preoccupazioni". “Auguro a Feltri di non ammalarsi a Napoli, ma di stare attento. Perché se io pensassi e facessi un titolo in prima pagina sul fatto che questa è una città in cui c’è il colera non ci verrei”. Lo scrittore Maurizio De Giovanni commenta così il titolo di apertura del quotidiano Libero, “Torna il colera a Napoli“, incentrato sul caso della malattia infettiva che ha colpito mamma e figlio originari del Bangladesh di ritorno da un viaggio nella loro terra. L’autore de I bastardi di pizzofalcone si è rivolto direttamente al direttore Vittorio Feltri, in visita oggi alla città partenopea per presentare un libro.

De Giovanni ha poi aggiunto: “Mi auguro che ci sia un avvocato meridionale che prenda in mano la situazione e faccia causa a questo giornalaccio. Io non riesco a immaginare che si possa andare in edicola e tirare fuori anche 10 o 20 centesimi, per comprare un giornale del genere. Non è la prima volta che accade, credo sia un modo molto facile di raccattare becero consenso e ottusa attenzione da parte di imbecilli”.

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dall'articolo di  per IlFattoQuotidiano.it - del 4 Ottobre 2018

traffico organi clandestiniGrazie ad un pentito, scattano gli arresti per 38 persone, coinvolte a vario titolo nella tratta di esseri umani e traffico di organi. Uno scenario sconvolgente, quello che è emerso dall'operazione "Glauco 3", condotta dagli uomini della Polizia di Stato, che all'alba di stamani ha fatto scattare le manette ai polsi di 38 persone in diverse città, coinvolte a vario titolo nella tratta di esseri umani. La base delle operazioni economiche del sodalizio criminale era nella capitale, all'interno di un negozio dove sono stati sequestrati più di mezzo milione di euro e 25mila dollari americani in contanti. I mandati di arresto sono stati firmati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. 

Giulio Tremonti politicaGiulio Tremonti torna a parlare e, come d’incanto, l’orologio della politica finisce per riposizionarsi su quel fatidico 2011 che certamente sarà ricordato come l’anno in cui l’economia italiana si ritrovò improvvisamente al centro di un attacco speculativo, il cui esito politico si può riassumere nella fine dell’ultimo governo scelto dagli elettori, quello guidato da Silvio Berlusconi, e l’avvento di quello tecnico affidato a Mario Monti, nominato qualche settimana prima senatore a vita. Tremonti non è tipo da sterili nostalgie. Tutt’altro: i tormenti del 2011 li rievoca mentre parla del futuro dell’Europa e degli errori commessi nella sua costruzione e delle nefandezze compiute durante il percorso, a cominciare dal trattamento riservato alla Grecia da Francia e Germania prima ancora che dalla Ue.

Islam e le donneColoro che sono nati nei paesi democratici non possono sapere a che punto i diritti che a loro sembrano del tutto naturali sono inimmaginabili per altri che vivono nelle teocrazie islamiche. Avrei meritato, come qualsiasi essere umano, di essere nata in un Paese democratico, non ho avuto questa fortuna, allora sono nata ribelle. Ma che cos'è portare il velo, abitare un corpo velato? Cosa significa venire condannata a essere chiusa in un corpo velato perché femminile? Chi ha il diritto di parlarne?

Avevo tredici anni quando la legge islamica si è imposta in Iran sotto la ferula di Khomeini rientrato dalla Francia con la benedizione di molti intellettuali francesi. Una volta ancora, questi ultimi avevano deciso per gli altri quel che doveva essere la loro libertà e il loro avvenire. Una volta ancora, si erano prodigati in lezioni di morale e in consigli politici. Una volta ancora non avevano visto arrivare niente, non avevano capito niente. Una volta ancora, avevano dimenticato tutto, e forti dei loro errori passati, si apprestavano a osservare impunemente le prove subite dagli altri, a soffrire per procura, anche a costo di fare, al momento opportuno, qualche revisione straziante che tuttavia non intaccherà né la loro buona coscienza né la loro superbia.
Certi intellettuali francesi parlano volentieri al posto degli altri. E oggi ecco che parlano al posto di quelle che non hanno voce - quel posto che, per decenza, nessuno al di fuori di esse dovrebbe cercare di occupare. Perché, questi intellettuali, insistono, firmano, presentano petizioni. Parlano della scuola, dove non hanno più messo piede da lungo tempo, delle periferie dove non hanno mai messo piede, parlano del velo sotto il quale non hanno mai vissuto. Decidono strategie e tattiche, dimenticando che quelle di cui parlano esistono, vivono in Francia, Stato di diritto, e non sono un soggetto su cui dissertare, un prodotto di sintesi per esercitazioni scolastiche. Smetteranno mai di lastricare di buone intenzioni l'inferno degli altri, pronti a tutto per avere il loro nome in fondo a un articolo di giornale?
Possono rispondermi, questi intellettuali?
Perché si velano le ragazze, solamente le ragazze, le adolescenti di sedici anni, di quattordici anni, le ragazzine di dodici anni, di dieci anni, di nove anni, di sette anni? Perché si nascondono i loro corpi, la loro capigliatura? Che cosa significa realmente velare le ragazze? Che cosa si cerca di inculcare, di instillare in loro? Perché all'inizio non sono loro ad avere scelto di essere velate. Sono state velate. E come si vive, si abita un corpo di adolescente velata? Dopo tutto, perché non si velano i ragazzi musulmani? I loro corpi, le loro capigliature non possono suscitare il desiderio delle ragazze? Ma le ragazze non sono fatte per avere desideri, nell'islam, solamente per essere l'oggetto del desiderio degli uomini.
Non si nasconde ciò di cui si ha vergogna? I nostri difetti, le nostre debolezze, le nostre insufficienze, le nostre carenze, le nostre frustrazioni, le nostre anomalie, le nostre impotenze, le nostre meschinità, i nostri cedimenti, i nostri errori, le nostre inferiorità, le nostre mediocrità, le nostre ignavie, le nostre vulnerabilità, i nostri sbagli, i nostri inganni, i nostri delitti, le nostre colpe, le nostre ruberie, i nostri stupri, i nostri peccati, i nostri crimini? Presso i musulmani, una ragazza, dalla sua nascita, è un'onta da nascondere poiché non è un figlio maschio. Essa è in sé l'insufficienza, l'impotenza, l'inferiorità... Essa è il potenziale oggetto del reato. Ogni tentativo di atto sessuale da parte dell'uomo prima del matrimonio è colpa sua. Essa è l'oggetto potenziale dello stupro, del peccato, dell'incesto e anche del furto dal momento che gli uomini possono rubarle il pudore con un semplice sguardo. In breve, essa è la colpevolezza in persona, giacché essa crea il desiderio, esso stesso colpevole, nell'uomo. Una ragazza è una minaccia permanente per i dogmi e la morale islamici. Essa è l'oggetto potenziale del crimine, sgozzata dal padre o dai fratelli per lavare l'onore macchiato. Perché l'onore degli uomini musulmani si lava con il sangue delle ragazze! Chi non ha udito delle donne urlare la loro disperazione nella sala parto dove hanno appena messo al mondo una figlia invece del figlio desiderato, chi non ha sentito alcune di loro supplicare, invocare la morte sulla loro figlia o su loro stesse, chi non ha visto la disperazione di una madre che ha appena messo al mondo la sua simile, che le rinfaccerà le sue proprie sofferenze, chi non ha sentito delle madri dire: "Gettatela nella pattumiera, soffocatela se è femmina", per paura di essere pestate o ripudiate, non può comprendere l'umiliazione di essere donna nei Paesi musulmani. Rendo qui omaggio al film di Jafar Panahi, Il cerchio, che mette in scena la maledizione di nascere femmina in un Paese musulmano.

 

di Charlotte Javanne Giù i veli ed Lindau - in magdicristianoallam.it dell'8 marzo 2013

BURQA adolescente si ribellaUna ragazzina di soli 14 anni ha avuto il coraggio, a proprie spese, di ribellarsi al proibitismo musulmano strappandosi via il velo dal viso e indossando il bichini di un’amica. Un vero atto di coraggio che è andato forse a rompere gli indugi di moltissime donne oppresse da secoli. È accaduto a Palermo che una 14enne asiatica si sia messa in bichini e che sia stata insultata e picchiata da parenti e genitori. Il coraggio dell’adolescente è costato molto caro alla giovane considerando che credenti musulmani come quelli in oggetto non accettano che la ragazzina voglia vivere secondo i sistemi occidentali.

E i talebani mi vogliono morta

Articolo di Fausto Biloslavo per Panorama del 19 Agosto 2010

Totti Laif is nau Germania 2006

Articolo di Paolo Liguori per Panorama del 06/07/2006

Io non bado a spese. Vostre

Articolo di Terry Marocco su Panorama del 19 Agosto 2010

Processo Maiorano Renzi 2(8-7-2014) “E nessuno ve lo dice!”. “In tv non lo vedrete mai!”. Oppure:  “Tutti i giornali tacciono!”. Tradizionalmente rafforzate da un numero n di punti esclamativi, spesso mescolati a qualche maldestro numero ‘1’, queste frasi ballyhoo (e simili) sono state tanto abusate da diventare ormai involontariamente comiche. Nel caso del processo Maiorano-Renzi, tuttavia e a dire il vero, non si va così lontani dalla realtà sostenendo che nessuno ne ha parlato. Esclusi un pugno di blog e un video apparso su repubblica.it, all’indomani della prima udienza del procedimento partito da una denuncia per diffamazione di Renzi contro Maiorano, non si trova notizia dei 6 kg di fatture che, secondo Maiorano, dimostrerebbero le spese folli di Matteo Renzi a danno dei contribuenti.