papa bergoglio comunista da cadutamassi2Ad una domanda di Scalfari, Bergoglio ha risposto: «I comunisti la pensano come i cristiani». Ma è vero che il papa ha preso la tessera del Partito comunista? Assolutamente falso, fandonie e provocazioni. Come avrebbe potuto prendere quella tessera, visto che nel cuore l'ha già da sempre? Ce l'ha spiegato lui stesso nel discorso ufficiale tenuto in Vaticano all'incontro con 180 operatori dei Movimenti sociali del mondo su «Lavoro, casa, terra» il 5 novembre. E, ancor più chiaramente, nella intervista rilasciata ad Eugenio Scalfari e pubblicata l'11 novembre su Repubblica. Due testi importantissimi, da leggere e meditare.

torna colera a napoli liberoLo scrittore (ma non solo) contro il titolo del quotidiano che ha fatto uno "speciale" di due pagine dopo i due casi di contagio dal virus registrati nel capoluogo campano. Per l'istituto nazionale malattie infettive, tuttavia, la situazione "non desta preoccupazioni". “Auguro a Feltri di non ammalarsi a Napoli, ma di stare attento. Perché se io pensassi e facessi un titolo in prima pagina sul fatto che questa è una città in cui c’è il colera non ci verrei”. Lo scrittore Maurizio De Giovanni commenta così il titolo di apertura del quotidiano Libero, “Torna il colera a Napoli“, incentrato sul caso della malattia infettiva che ha colpito mamma e figlio originari del Bangladesh di ritorno da un viaggio nella loro terra. L’autore de I bastardi di pizzofalcone si è rivolto direttamente al direttore Vittorio Feltri, in visita oggi alla città partenopea per presentare un libro.

De Giovanni ha poi aggiunto: “Mi auguro che ci sia un avvocato meridionale che prenda in mano la situazione e faccia causa a questo giornalaccio. Io non riesco a immaginare che si possa andare in edicola e tirare fuori anche 10 o 20 centesimi, per comprare un giornale del genere. Non è la prima volta che accade, credo sia un modo molto facile di raccattare becero consenso e ottusa attenzione da parte di imbecilli”.

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dall'articolo di  per IlFattoQuotidiano.it - del 4 Ottobre 2018

traffico organi clandestiniGrazie ad un pentito, scattano gli arresti per 38 persone, coinvolte a vario titolo nella tratta di esseri umani e traffico di organi. Uno scenario sconvolgente, quello che è emerso dall'operazione "Glauco 3", condotta dagli uomini della Polizia di Stato, che all'alba di stamani ha fatto scattare le manette ai polsi di 38 persone in diverse città, coinvolte a vario titolo nella tratta di esseri umani. La base delle operazioni economiche del sodalizio criminale era nella capitale, all'interno di un negozio dove sono stati sequestrati più di mezzo milione di euro e 25mila dollari americani in contanti. I mandati di arresto sono stati firmati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. 

Giulio Tremonti politicaGiulio Tremonti torna a parlare e, come d’incanto, l’orologio della politica finisce per riposizionarsi su quel fatidico 2011 che certamente sarà ricordato come l’anno in cui l’economia italiana si ritrovò improvvisamente al centro di un attacco speculativo, il cui esito politico si può riassumere nella fine dell’ultimo governo scelto dagli elettori, quello guidato da Silvio Berlusconi, e l’avvento di quello tecnico affidato a Mario Monti, nominato qualche settimana prima senatore a vita. Tremonti non è tipo da sterili nostalgie. Tutt’altro: i tormenti del 2011 li rievoca mentre parla del futuro dell’Europa e degli errori commessi nella sua costruzione e delle nefandezze compiute durante il percorso, a cominciare dal trattamento riservato alla Grecia da Francia e Germania prima ancora che dalla Ue.

Islam e le donneColoro che sono nati nei paesi democratici non possono sapere a che punto i diritti che a loro sembrano del tutto naturali sono inimmaginabili per altri che vivono nelle teocrazie islamiche. Avrei meritato, come qualsiasi essere umano, di essere nata in un Paese democratico, non ho avuto questa fortuna, allora sono nata ribelle. Ma che cos'è portare il velo, abitare un corpo velato? Cosa significa venire condannata a essere chiusa in un corpo velato perché femminile? Chi ha il diritto di parlarne?

Avevo tredici anni quando la legge islamica si è imposta in Iran sotto la ferula di Khomeini rientrato dalla Francia con la benedizione di molti intellettuali francesi. Una volta ancora, questi ultimi avevano deciso per gli altri quel che doveva essere la loro libertà e il loro avvenire. Una volta ancora, si erano prodigati in lezioni di morale e in consigli politici. Una volta ancora non avevano visto arrivare niente, non avevano capito niente. Una volta ancora, avevano dimenticato tutto, e forti dei loro errori passati, si apprestavano a osservare impunemente le prove subite dagli altri, a soffrire per procura, anche a costo di fare, al momento opportuno, qualche revisione straziante che tuttavia non intaccherà né la loro buona coscienza né la loro superbia.
Certi intellettuali francesi parlano volentieri al posto degli altri. E oggi ecco che parlano al posto di quelle che non hanno voce - quel posto che, per decenza, nessuno al di fuori di esse dovrebbe cercare di occupare. Perché, questi intellettuali, insistono, firmano, presentano petizioni. Parlano della scuola, dove non hanno più messo piede da lungo tempo, delle periferie dove non hanno mai messo piede, parlano del velo sotto il quale non hanno mai vissuto. Decidono strategie e tattiche, dimenticando che quelle di cui parlano esistono, vivono in Francia, Stato di diritto, e non sono un soggetto su cui dissertare, un prodotto di sintesi per esercitazioni scolastiche. Smetteranno mai di lastricare di buone intenzioni l'inferno degli altri, pronti a tutto per avere il loro nome in fondo a un articolo di giornale?
Possono rispondermi, questi intellettuali?
Perché si velano le ragazze, solamente le ragazze, le adolescenti di sedici anni, di quattordici anni, le ragazzine di dodici anni, di dieci anni, di nove anni, di sette anni? Perché si nascondono i loro corpi, la loro capigliatura? Che cosa significa realmente velare le ragazze? Che cosa si cerca di inculcare, di instillare in loro? Perché all'inizio non sono loro ad avere scelto di essere velate. Sono state velate. E come si vive, si abita un corpo di adolescente velata? Dopo tutto, perché non si velano i ragazzi musulmani? I loro corpi, le loro capigliature non possono suscitare il desiderio delle ragazze? Ma le ragazze non sono fatte per avere desideri, nell'islam, solamente per essere l'oggetto del desiderio degli uomini.
Non si nasconde ciò di cui si ha vergogna? I nostri difetti, le nostre debolezze, le nostre insufficienze, le nostre carenze, le nostre frustrazioni, le nostre anomalie, le nostre impotenze, le nostre meschinità, i nostri cedimenti, i nostri errori, le nostre inferiorità, le nostre mediocrità, le nostre ignavie, le nostre vulnerabilità, i nostri sbagli, i nostri inganni, i nostri delitti, le nostre colpe, le nostre ruberie, i nostri stupri, i nostri peccati, i nostri crimini? Presso i musulmani, una ragazza, dalla sua nascita, è un'onta da nascondere poiché non è un figlio maschio. Essa è in sé l'insufficienza, l'impotenza, l'inferiorità... Essa è il potenziale oggetto del reato. Ogni tentativo di atto sessuale da parte dell'uomo prima del matrimonio è colpa sua. Essa è l'oggetto potenziale dello stupro, del peccato, dell'incesto e anche del furto dal momento che gli uomini possono rubarle il pudore con un semplice sguardo. In breve, essa è la colpevolezza in persona, giacché essa crea il desiderio, esso stesso colpevole, nell'uomo. Una ragazza è una minaccia permanente per i dogmi e la morale islamici. Essa è l'oggetto potenziale del crimine, sgozzata dal padre o dai fratelli per lavare l'onore macchiato. Perché l'onore degli uomini musulmani si lava con il sangue delle ragazze! Chi non ha udito delle donne urlare la loro disperazione nella sala parto dove hanno appena messo al mondo una figlia invece del figlio desiderato, chi non ha sentito alcune di loro supplicare, invocare la morte sulla loro figlia o su loro stesse, chi non ha visto la disperazione di una madre che ha appena messo al mondo la sua simile, che le rinfaccerà le sue proprie sofferenze, chi non ha sentito delle madri dire: "Gettatela nella pattumiera, soffocatela se è femmina", per paura di essere pestate o ripudiate, non può comprendere l'umiliazione di essere donna nei Paesi musulmani. Rendo qui omaggio al film di Jafar Panahi, Il cerchio, che mette in scena la maledizione di nascere femmina in un Paese musulmano.

 

di Charlotte Javanne Giù i veli ed Lindau - in magdicristianoallam.it dell'8 marzo 2013

BURQA adolescente si ribellaUna ragazzina di soli 14 anni ha avuto il coraggio, a proprie spese, di ribellarsi al proibitismo musulmano strappandosi via il velo dal viso e indossando il bichini di un’amica. Un vero atto di coraggio che è andato forse a rompere gli indugi di moltissime donne oppresse da secoli. È accaduto a Palermo che una 14enne asiatica si sia messa in bichini e che sia stata insultata e picchiata da parenti e genitori. Il coraggio dell’adolescente è costato molto caro alla giovane considerando che credenti musulmani come quelli in oggetto non accettano che la ragazzina voglia vivere secondo i sistemi occidentali.

E i talebani mi vogliono morta

Articolo di Fausto Biloslavo per Panorama del 19 Agosto 2010

Totti Laif is nau Germania 2006

Articolo di Paolo Liguori per Panorama del 06/07/2006

Io non bado a spese. Vostre

Articolo di Terry Marocco su Panorama del 19 Agosto 2010

Processo Maiorano Renzi 2(8-7-2014) “E nessuno ve lo dice!”. “In tv non lo vedrete mai!”. Oppure:  “Tutti i giornali tacciono!”. Tradizionalmente rafforzate da un numero n di punti esclamativi, spesso mescolati a qualche maldestro numero ‘1’, queste frasi ballyhoo (e simili) sono state tanto abusate da diventare ormai involontariamente comiche. Nel caso del processo Maiorano-Renzi, tuttavia e a dire il vero, non si va così lontani dalla realtà sostenendo che nessuno ne ha parlato. Esclusi un pugno di blog e un video apparso su repubblica.it, all’indomani della prima udienza del procedimento partito da una denuncia per diffamazione di Renzi contro Maiorano, non si trova notizia dei 6 kg di fatture che, secondo Maiorano, dimostrerebbero le spese folli di Matteo Renzi a danno dei contribuenti.

Processo Maiorano Renzi(10/09/2018) Scontro serrato tra il senatore Dem e l'avvocato Taormina, un botta e risposta che talvolta ha sfiorato la rissa da saloon. Un autentico show. Come ai bei tempi, quando riusciva a portare il Partito Democratico al 40% (record assoluto della sua storia) e a far credere anche ai più scettici che una sinistra diversa era un sogno possibile. Persino realizzabile. Questa mattina Matteo Renzi si è presentato in aula al tribunale di Firenze, dopo quattro rinvii, per testimoniare contro l'ex dipendente comunale Alessandro Maiorano, che in numerose occasioni lo ha accusato di aver “dilapidato oltre 20 milioni di euro in spese pazze”.

Di Maio carta igienica(21 MAGGIO 2018) Il leader del Movimento Cinque Stelle appare per la prima volta sui famosi rotoli di carta igienica in vendita nei Decumani, che da sempre dissacrano i personaggi della politica, dello sport e dello spettacolo. Finora, il giovane politico napoletano ne era sempre stato “immune”, a differenza dei suoi avversari ed alleati politici. Carta igienica con la faccia di Luigi Di Maio. Il leader del Movimento Cinque Stelle, dunque, "appare" per la prima volta nella satira napoletano dei Decumani, il centro storico della Napoli greca prima e romana poi.

58 aziende Abruzzo finanziate da M5SSono ben 58 le aziende Abruzzesi che hanno ricevuto il sostegno del Fondo per il Microcredito creato dal MoVimento 5 Stelle Abruzzese, con un importo medio finanziato di 20.793 euro e un totale erogato di circa 1 Milione e 200mila euro. Di queste 58, 11 costituiscono nuove aperture mentre le altre, già sul mercato, hanno rimpinguato le proprie casse per permettersi investimenti, pagamenti del personale e rinnovo attività. È un Abruzzo che si muove grazie al taglio degli stipendi dei consiglieri regionali del M5S Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri e Pietro Smargiassi, che in soli 3 anni di legislatura hanno rinunciato a quasi 500 mila euro.

Un’indiscrezione ascoltata in un colloquio privato del Santo Padre con alcuni giovani sacerdoti è stata riferita ad un giornale argentino dal sacerdote A.D. di Buenos Aires. L’affermazione è stata fatta durante un pranzo con alcuni giovani sacerdoti che volevano conoscere il suo pensiero su argomenti di attualità  in particolar modo riguardo l’uso delle droghe leggere. “Nel 1954 quando facevo il buttafuori in un locale malfamato di Cordoba… ebbi modo di fumare uno spinello che mi fu offerto da alcuni amici”. 

L’occasione conviviale era nata per caso nel corso della messa crismale del giovedì santo e del successivo pranzo organizzato dal Vescovo insieme a quel gruppo di sacerdoti, secondo una tradizione pluriennale. Francesco, a sorpresa, si era aggiunto alla comitiva. Attorno alla tavola con il Papa c’erano otto preti della diocesi romana e in quella sala da pranzo imparò a conoscere i giovani preti, partendo dalla sua esperienza di direttore spirituale in seminario, rispondendo a una fila di domande dei presenti.
Non giudico chi fa uso di droghe leggere, ma non sono d’accordo con il governo Argentino che ha di fatto reso legale la marijuana anche se in piccole quantità per uso personale.

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dall'articolo di   per vnews24.it  del 7 Gennaio 2014 

differenza REI e Reddito di cittadinanza(Articolo del 29 Agosto 2017) Interessate circa 1,8 milioni di persone. Il Rei sostituisce il Sia, sostegno all’inclusione attiva. L’importo dell’aiuto corrisponde al massimo a quello dell’assegno sociale per gli over 65 senza reddito, pari a 485 euro al mese. “Un aiuto a famiglie più deboli, un impegno di Governo, Parlamento e Alleanza contro #povertà“. Con queste parole, su Twitter, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha annunciato l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione (Rei). La misura si rivolge a una platea di 400mila famiglie, pari a circa 1,8 milioni di persone. L’importo dell’aiuto corrisponde al massimo a quello dell’assegno sociale per gli over 65 senza reddito, pari a 485 euro al mese. L’importo dipenderà dal numero dei componenti della famiglia e dalla situazione familiare e reddituale.

Renzi e TAV cambiare idea"Se dovessi iniziarla oggi, direi no alla Tav, perche' la centralità di quell'arteria è discutibile in questo momento". Le parole di Matteo Renzi questa mattina a Omnibus su La7, occasione nella quale il sindaco di Firenze ribadisce che "quando c'è una situazione di illegalità, senza ad andare a scomodare Pasolini, sto sempre dalla parte delle forze dell'ordine e di chi difende la legalità", innescano una replica polemica da parte di Nichi Vendola. "Il popolo del centrosinistra - rileva infatti il leader Sel - non ha mai considerato la Torino-Lione una priorità. Sono contento che Matteo Renzi abbia cambiato idea sulla Tav. Il buonsenso non sempre corre ad alta velocità, ma alla fine arriva dove volevamo", scrive su twitter e su facebook.

Nomine di dirigenti e concessione di contributi e spazi pubblici per le manifestazioni: chiesti 9 rinvii a giudizio. La procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli. Abuso d’ufficio, concussione e induzione indebita i reati contestati. Oltre che per l’ex primo cittadino Pd, il sostituto procuratore Linda Gambassi – titolare dell’inchiesta assieme al procuratore capo Paolo Canessa – ha depositato la richiesta di processo anche per altri 8 indagati: l’ex assessore e attuale consigliere comunale (Pistoia spirito libero) Tina Nuti; Annarita Settesoldi, ex dirigente comunale; Stefano Tognozzi, dipendente comunale; Elisa Spilotros, ex dirigente comunale; Nicola Stefanelli, ex dirigente e attualmente funzionario comunale; Maria Teresa Carosella, ex dirigente comunale; Lorenzo Paoli e Stefania Fanfani, professionisti esterni componenti della commissione esaminatrice che scelse Elisa Spilotros. Sarà il giudice dell’udienza preliminare Luca Gaspari a decidere se rinviare o meno a giudizio i 9 imputati. Ancora da fissare la data dell’udienza.

L’inchiesta. I fatti oggetto del procedimento risalgono al periodo maggio 2012-novembre 2016. Due i filoni dell’inchiesta, durata quasi due anni e portata avanti, assieme ai carabinieri del Nucleo investigativo, principalmente (fino al trasferimento in un altra sede) dal pm Fabio Di Vizio: uno relativo alla nomina di alcuni dirigenti comunali; l’altro a presunte pressioni per la concessione gratuita di spazi o per l’erogazione di contributi ad associazioni da parte del Comune in occasione di manifestazioni.

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dall'articolo del 30 maggio 2018

"Alterate le graduatorie". Accuse di abuso e associazione a delinquere. E’ "solo" un’inchiesta giudiziaria, ma potrebbe avere gli effetti di un terremoto politico. Il sindaco di Pistoia, Samuele Bertinelli, del Pd, è indagato assieme a tutti e cinque gli assessori della sua giunta di centrosinistra e ad alcuni dirigenti del municipio nell’ambito di un’inchiesta sulle nuove assunzioni a Palazzo di Giano.

Una "bomba", dunque, dagli effetti potenzialmente più devastanti del residuato bellico disinnescato in una città semideserta lo scorso weekend. Un clamoroso colpo di scena anche nel dibattito intorno alla prossima tornata amministrativa (qui si rivota nel 2017), proprio nella città che fino a domenica ospiterà la festa regionale dei Democratici e che l’anno prossimo sarà capitale italiana della cultura.

Un fulmine a ciel sereno, che potrebbe portare addirittura al commissariamento del Comune, visto il coinvolgimento dei massimi esponenti, politici e burocratici, della città toscana. Le accuse nei confronti dei sei membri del governo cittadino (oltre al primo cittadino Bertinelli, sono indagati il vicesindaco Daniela Belliti e gli assessori Tina Nuti, Mario Tuci, Elena Becheri e Giuliano Palagi) sono pesanti. I magistrati ipotizzano, anche se non per tutti gli indagati (sedici, in tutto, seppur in posizioni differenti), l’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, la concussione, l’abuso d’ufficio, il falso.

Le indagini sono state condotte per mesi, in gran segreto, dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Pistoia.

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dall'articolo del 4 agosto 2016 di STEFANO BROGIONI  per lanazione.it

Enzo TortoraViviamo di anniversari, occasioni uniche per riannodare i brandelli di un’identità nazionale spesso sfilacciata e artefatta. Ed allora ben venga anche il ricordo  dei novant’anni dalla nascita di Enzo Tortora, personaggio di una stagione importante della televisione italiana, convinto anticomunista, giornalista anticonformista ed insieme vittima di  un’inchiesta giudiziaria, che fece epoca. Del suo anticonformismo è testimonianza un’intervista che, nel 1969, all’apice del successo televisivo, gli costò l’allontanamento dalla Rai, per avere definito  l’ente radiotelevisivo come “un jet colossale pilotato da un gruppo di boy scout che si divertono a giocare con i comandi”.

Esiste Babbo Natale? E’ il titolo di un editoriale apparso il 21 settembre 1897 sul New York Sun. L’espressione “Sì Virginia, Babbo Natale esiste” (“Yes, Virginia, there is a Santa Claus”) è stata usata spesso anche nei titoli dei giornali anglosassoni, per indicare qualcosa che esiste o è vera, sotto gli occhi di tutti.