gay pride moscaCerto, i comunisti non cessano mai di sorprenderci. In Italia e in genere in Occidente sono a favore dei gay, contro l’omofobia, unioni civili, etc. In Russia, dove i comunisti sono comunisti per davvero, dimostrano la loro ideologia liberticida e bacchettona e squallidamente e ipocritamente moralista: tra le loro proposte quella di punire il coming out omosessuale con multe o una detenzione amministrativa sino a 15 giorni. Sembra incredibile, ma è così:  lo propongono due deputati comunisti russi, Ivan Nikitciuk e Nikolai Arefiev in un progetto di legge che andrebbe a rafforzare la già controversa legge firmata da Vladimir Putin nel 2013 per sanzionare la propaganda gay in presenza di minori.

Australia revoca onorificenza card. PellIl primo ministro australiano Scott Morrison ha affermato oggi che il cardinale George Pell sarà privato del titolo onorifico dell'Ordine dell'Australia, dopo che la Corte d'appello ha confermato la condanna per pedofilia contro l'alto prelato. L'Ordine dell'Australia è il più elevato titolo onorifico del Paese. E' un ordine di cavalleria creato da Elisabetta II nel 1975 allo scopo di riconoscere a cittadini australiani o altre persone risultati o servizi meritori.

hong kong estradizione cina proteste ansaHong Kong si ribella alla Cina e lo fa con una forza mai vista prima. Per capire che cosa sta succedendo nella Regione amministrativa speciale, che in base al principio “un paese, due sistemi” dovrebbe rimanere sostanzialmente autonoma da Pechino fino al 2047, basta fare le dovute proporzioni. Che cosa succederebbe in Italia se 8,5 milioni di persone scendessero in piazza per protestare contro una legge e il capo del governo ignorasse le istanze dei manifestanti annunciando che quella legge verrà approvata come previsto? Scoppierebbe il finimondo ed è esattamente quello che è accaduto a Hong Kong. UN MILIONE IN PIAZZA Lunedì un milione di persone, su una popolazione di sette milioni, sono scese in piazza per protestare contro l’intenzione del governo filocinese di approvare una nuova legge sull’estradizione.

Pechino vuole imporre all'ex colonia una norma che consente al partito di imprigionare il dissenso. E cancellare ogni libertà. Un milione di manifestanti per strada non si vedono tutti i giorni. Neanche a Hong Kong, ultima isola di semilibertà nella Cina continentale dove le crescenti preoccupazioni per le sottili manovre di Pechino tendenti alla «normalizzazione» della ex colonia britannica mobilitano spesso grandi folle. 

hong kong proteste 640Il direttore di China Labour Net e attivista del movimento operaio locale: "La gente sa che il nostro governo è colluso con il Pcc e che l'attacco alle libertà arriva da un'alleanza tra il Pechino e il grande business locale". “Circa il sessanta per cento del valore della Borsa di Hong Kong dipende da imprese cinesi. Il capitale cinese, quindi, ha un ruolo dominante nel nostro mercato finanziario. Il che significa che la borghesia della Cina continentale e gli interessi dei tycoon di Hong Kong coincidono. E quindi la gente sa benissimo che il nostro governo è colluso con il Partito comunista cinese e che l’attacco alle libertà di Hong Kong arriva da un’alleanza tra il governo autocratico cinese e il grande business locale”.

Grosso guaio a Hong KongLa tentazione cinese della mano dura su Hong Kong è forte. Sono passati due anni da quando il presidente cinese Xi Jinping riaffermò il controllo di Pechino su Hong Kong nel corso delle pompose celebrazioni per il ventesimo anniversario del ritorno dell’ex colonia britannica. Di quel solenne primo luglio 2017 non è rimasto che il clima di tensione, le proteste per la legge sull’estradizione, la loro radicalizzazione, la repressione della polizia antisommossa e la violenza delle bande criminali, probabilmente assoldate dalla politica.  Pechino può entrare a Hong Kong con la forza più o meno quando vuole. Secondo la Basic Law, la mini-costituzione della ex colonia britannica, l’esercito cinese è titolato a intervenire in caso di “disordini e minacce all’unità nazionale se sono fuori dal controllo del governo” locale retto dalla chief executive Carrie Lam, che ha ormai toccato il fondo della popolarità in quanto ritenuta la principale responsabile dell’erosione delle libertà promesse alla vigilia dell’”handover” con l’introduzione del modello “un Paese due sistemi”. Dal 2047 Hong Kong non potrà più avere standard politici, economici e istituzionali diversi rispetto al resto della Cina.  Le proteste contro la legge sull’estradizione che hanno dato il via alle manifestazioni non rappresentano che una parte di una tensione ben più profonda tra Hong Kong e Pechino in vista dell’avvicinarsi della data in cui l’autonomia di Hong Kong dalla Cina, negoziata dalla Gran Bretagna nel 1997, volgerà al termine.

Hong Kong in piazza gli insegnantiLa protesta nell’ex colonia britannica è arrivata alla sua undicesima settimana. In questa nuova giornata di proteste, accanto ai giovani e agli studenti sono scesi in piazza anche gli insegnanti. Ma la mobilitazione non ha riguardato solo i manifestanti pro-democrazia, ma anche quelli pro-Pechino. La manifestazione degli insegnanti La manifestazione degli insegnanti, vestiti di nero come gli attivisti del movimento pro-democrazia, aveva l’autorizzazione della polizia ed è stata pacifica. A organizzarla, il ‘Sindacato degli insegnanti professionisti di Hong Kong’ sotto lo slogan «salvaguardare la prossima generazione, facciamo parlare la nostra coscienza». Gli insegnanti hanno marciato verso la Casa del governo, residenza della chief executive di Hong Kong, Carrie Lam, tra le figure più criticate in queste manifestazioni e di cui i cittadini hanno chiesto le dimissioni. Una marcia a cui, secondo gli organizzatori, hanno preso parte 22 mila persone (8.300 per le autorità di Hong Kong). I cortei del weekend Per oggi sono attese altre due manifestazioni autorizzate, tra cui quella attraverso il quartiere Kowloon, popolare tra commercianti e turisti dalla Cina continentale. Per domani, 18 agosto, invece, a convocare un’altra protesta è stato il gruppo pro-democrazia, Civil Human Rights Front. «Sentiamo che le tensioni stanno crescendo, come pure il livello dello stress», avevano dichiarato alle agenzie internazionali alcuni manifestanti in prima fila nelle proteste all’aeroporto di Hong Kong questa settimana.

migliaia di persone in piazza contro la Cina In migliaia di nuovo in strada a Hong Kong per una marcia di protesta anti-governativa e anti-cinese. Nell'undicesimo fine settimana consecutivo gli abitanti dell'ex colonia britannica manifestano contro la legge sulle estradizioni in Cina. I manifestanti si sono diretti a Victoria Park, nel cuore della città, chiamati dal Civil Human Rights Front. E, secondo Uno dei leader della protesta, Bonnie Leung, ha invitato a "un giorno di pace",  per "mostrare al mondo che la gente di Hong Kong è del tutto pacifica". Una risposta agli scontri violenti tra attivisti e polizia di ieri e della scorsa settimana all'aeroporto della città. Ieri davanti al distretto di Polizia di Mong Kok, gli agenti non hanno lanciato gas lacrimogeni.  Le immagini che arrivano da Hong Kong  mostrano già decine di migliaia di persone sotto la pioggia all'appuntamento. Il movimento chiede le dimissioni della governatrice Carrie Lam, elezioni democratiche con suffragio universale e un'indagine indipendente sui metodi brutali usati dalla polizia. Ieri, a Tamar Park, invece ha manifestato il fronte pro-Pechino, che ha portato in piazza più di 476.000 persone (108.000 secondo le stime della polizia), per il raduno della Safeguard Hong Kong Alliance, la lobby che include i principali leader politici e del business della città.

farm bianchi discriminatiIn Sudafrica il fenomeno del razzismo verso i bianchi è una piaga reale. Se ne parla poco, soprattutto in Italia, ma i contadini bianchi sono al centro di vere e proprie persecuzioni da parte dei neri. Tanto che l’Australia sta pensando di mettere a punto per loro un vero e proprio programma umanitario, fatto di visti specialiconcessi in tempi rapidi per gli agricoltori bianchi vittime di violenza.  La misura che Sidney sta mettendo a punto è una tipologia di visto simile a quello che l’Australia ha concesso a 12.000 rifugiati dalla Siria e dall’Iraq tra il 2015 e il 2017 in risposta alla crisi in Medio Oriente per la lotta contro lo Stato islamico. Perché in Sudafrica gli agricoltori bianchi vengono uccisi al ritmo di più di uno alla settimana in media. Solo lo scorso anno sono stati settanta gli agricoltori bianchi ammazzati in 345 assalti alle fattorie. Tutto ciò nel silenzio generale, tranne quando a essere colpiti sono contadini bianchi non sudafricani, come è accaduto a una coppia di inglesi. In quel caso i media ne hanno dato conto.

Jacob Zuma, il corrotto presidente del Sud Africa, lo scorso marzo ha espresso il proposito di confiscare le terre dei  coltivatori  bianchi per  redistribuirle ai neri. “Voglio un accertamento dell’uso ed occupazione  pre-coloniale delle terre” per decidere quali terreni saranno presi, ha detto:   quasi che esistesse  un catasto pubblico “pre-coloniale” – mentre i coltivatori bianchi, quasi tutti olandesi (gli inglesi abitano nelle città) si stabilirono nel Seicento a dissodare un paesaggio primordiale di savane incolte, scarsamente popolate;  gli  Zulu e Xhosa arrivarono dopo, durante il sorgere del cosiddetto Impero Zulu nel 18mo secolo. Ma il presidente Zuma (nella foto),  dell’ANC  (il partito di Mandela), è in difficoltà per il crescere di un partito rivale, Economic Freedom Fighters,  che ha come punto centrale del programma la confisca delle terre bianche; indebolito da accuse di corruzione, ha  pensato bene di cavalcare questo tema, popolare  fra i neri. 

 mandela sud africaGrazie all'indottrinamente di massa, l'opinione pubblica è convinta che il razzismo sia una pratica "razzista" operatadai bianchi sulla pelle dei neri. Convincimento infondato! Da anni in Sud Africa, complice il silenzio dei politici occidentali, i coloni boeri sono oggetti di rapine, saccheggi e assassini commessi da bande di neri. Almeno 3 mila bianchi, uomini, donne e bambini, sono stati massacrati nelle loro fattorie nell’ultimo decennio. La statistica è per difetto, perché l' African National Congress ha vietato la pubblicazione di statistiche su questi omicidi per il semplice motivo che secondo l'ANC "dissuadono gli investimenti esteri”.

I due afroamericani sono stati invitati a uscire perché non avevano ordinato nulla. Quando si sono rifiutati, il responsabile del caffè ha chiamato la polizia che li ha arrestati. Monta la polemica contro Starbucks. La nota catena statunitense è finita sotto il fuoco incrociato dopo la pubblicazione di un video (guarda qui) che riprende l'arresto di due afroamericani in un locale di Philadelphia. "Sono entrati e non hanno ordinato nulla", ha spiegato uno dei dipendenti del caffè che, dopo i rifiuti dei due clienti, ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine.

germania crolloDiciannove punti in meno in un colpo solo. Crolla, per la quarta volta consecutiva, la fiducia degli investitori in Germania. Mentre l'inflazione è ferma all'1,7%, lontano dal 2% gradito alla Bce, l'indice Zew che misura il sentiment delle aspettative ad agosto crolla a -44,1 da -24,5 del mese di luglio. Si tratta del livello più basso dal 2011. le attese degli analisti erano per un peggioramento contenuto a -28. E potrebbe essere solo l'ennesimo assaggio della brusca frenata della locomotiva tedesca, visto che oggi non è...

italiani detenuti esteroDalle prigioni della Mauritania alle carceri venezuelane, sono oltre tremila gli italiani detenuti all’estero. Colpevoli o innocenti, spesso scontano la pena senza alcuna tutela dei diritti umani. Privati di beni di prima necessità, costretti a vivere in celle sporche e sovraffollate, non di rado vittime di malagiustizia e corruzione. Tutti protagonisti di storie dimenticate. Per avere un’idea del fenomeno basta leggere le statistiche pubblicate ogni anno dal ministero degli Esteri. Nel 2015, ultimo dato disponibile, i nostri connazionali incarcerati fuori confine erano 3.288. La maggior parte è ancora in attesa di giudizio. Ben 2.544 si trovano in Europa - 1.191 solo in Germania - ma ci sono italiani rinchiusi nelle galere di mezzo mondo. Quasi 500 persone sono nel continente americano: la Farnesina ha registrato 79 casi in Brasile, 77 negli Stati Uniti d’America, e 150 tra Perù, Argentina e Venezuela.

app cauzioneIl carcere preventivo riguarda più della metà della popolazione carceraria Usa e Appolition sostiene i detenuti che non possono pagare la cauzione per restare in libertà prima di una sentenza di condanna. Nei paesi civili in cui vige la presunzione d’innocenza, i cittadini sono considerati non colpevoli fino a prova contraria e, in caso di accusa, dovrebbero restare liberi fino allo svolgimento del processo. Tuttavia, talvolta il sistema giudiziario prevede la carcerazione preventiva per evitare la quale è istituita una cauzione che comporta il pagamento di una somma di denaro per non finire in prigione prima di una sentenza di condanna.

dallas neriLe statistiche raccontano una storia almeno in parte diversa da quella descritta dal movimento. Sono bianchi e ispanici a morire più spesso per mano dei poliziotti rispetto ai loro standard di morte violenta. Così i conservatori americani accusano: "Razzismo al contrario". La strage di Dallas porta con sé gli strascichi di una percezione falsa, ovvero che la polizia americana costituisca una minaccia costante o uccida più neri che bianchi. A mente fredda, dopo i funerali dei cinque poliziotti uccisi nella città texana nel corso di una manifestazione organizzata dal movimento Black Lives Matter, gli Stati Uniti tentano di inquadrare il fenomeno da una prospettiva ben diversa da quella diffusa fino a oggi.

dallas 5 uccisiColpi sui poliziotti schierati durante una manifestazione contro gli abusi delle forze dell'ordine. Il capo del dipartimento: "Voleva ucciderne il più possibile". Sette agenti e due civili feriti. Tre arresti, ucciso l'assalitore barricato in un garage: si chiamava Micah Xavier Johnson, 25 anni, senza precedenti. Obama: "Inorriditi. Attacco feroce e premeditato". Aperta prima indagine federale per crimini d'odio. Nella casa del killer materiale per costruire bombe, fucili e e molte munizioni. CINQUE poliziotti morti, sette feriti. Tra i colpiti, due sono donne. Feriti anche due civili.

pilizia usa uccideIl 63 per cento delle vittime disarmate dei poliziotti non sono afroamericani. I «neri» uccisi dalla polizia sono il doppio dei bianchi. Parola di Barack Obama, primo presidente di colore degli Stati Uniti d’America. Dopo il massacro degli agenti a Dallas, l’inquilino della casa Bianca ha spiegato che le uccisioni degli afroamericani da parte della polizia «non sono una questione solo nera o ispanica, ma americana» e «tutte le persone imparziali dovrebbero essere preoccupate della frequenza con cui la polizia uccide gli afroamericani». Ma è vero che le vittime di colore sono il doppio di quelle caucasiche? Senza voler sottovalutare il problema razziale negli Usa e neppure la gravità di certi comportamenti degli agenti, i dati ci dicono che non è così.

Se qualcuno ai tempi dell’apartheid in Sudafrica e durante la prigionia di Nelson Mandela, avesse detto che un giorno sarebbe stata la minoranza bianca ad essere discriminata in quel paese, sarebbe stato preso per un folle. Tuttavia questo scenario che un tempo appariva completamente irrealistico, sembra essersi tramutato in realtà. Proprio in queste settimane la minoranza di proprietari terrieri bianchi potrebbe subire le conseguenze di un provvedimento legislativo che vede l’espropriazione di tutti i loro possedimenti senza alcun indennizzo in cambio. La legge è rivolta esclusivamente contro i contadini bianchi che attualmente sono i maggiori possidenti agricoli del Sudafrica, proprietari del 72% delle terre, secondo un censimento governativo realizzato lo scorso anno a fronte di una popolazione bianca di circa 4 milioni e mezzo, l’8,9% del paese. 

bimbibianchi sudafricaIn Sudafrica, a 25 anni dalla fine dell’apartheid, oggi rimpianta non solo dai boeri, ma anche dalle minoranze colored e indiana, la minoranza bianca sta reagendo alle discriminazioni e ai massacri da parte della maggioranza nera, fondando cittadine “solo per bianchi”. Il territorio interessato dalla comparsa di comunità riservate agli Afrikaner è quello della provincia del Capo Settentrionale, nel nordovest del Paese. Dove i Boeri mantengono in alcune zone una maggioranza relativa.