capture 016 01072020 110016Un “settebello” per Stefano Caldoro nella sfida che vede opposto l’ex-ministro del Berlusconi III a Vincenzo De Luca, governatore uscente della Campania. È la terza volta che i due si sfidano per la guida della Regione. A settembre disputeranno una sorta di “bella“, degli incontri precedenti: Caldoro se lo aggiudicò nel 2010, De Luca nel 2015. È quest’ultimo a partire con i favori del pronostico. Ha cavalcato bene i social durante la fase acuta dell’epidemia intestandosi il merito del contenuto contagio a Napoli e dintorni. In realtà il virus ha risparmiato l’intero Sud, isole comprese.

Caldoro sostenuto al momento da 7 liste

Ora, però, il centrodestra è pronto a ripartire e a dare battaglia. Sette, al momento, le liste a sostegno di Caldoro: Fratelli d’ItaliaLega, Forza Italia, Noi con l’Italia, Cambiamo, Udc e Alleanza di Centro. Ma nella conferenza stampa tenutasi in mattinata, lo stesso candidato ha precisato che presto ci saranno anche «liste tematiche» oltre a quella del candidato presidente. Che assicura: «Il centrodestra è unito». Il colpo d’occhio lo conferma. Seduti accanto a lui, infatti, i segretari regionali di FdI, FI e Lega. Un’occasione troppo ghiotta per non assestare qualche colpo al rivale. A cominciare proprio sul terreno dove si sente più invulnerabile: il virus. «Su Mondragone – ha esordito – la Regione ha nascosto la verità».

 

«Sui contagi a Mondragone il governatore ha mentito»

Il riferimento è ai nuovi contagi registrati nella “zona rossa” dei Palazzi Cirio, teatro ieri della contestazione a Salvini. «Abbiamo scoperto – ha proseguito il candidato del centrodestra – che ci erano stati nascosti 23 contagi perché bisognava uscire sui giornali che non c’erano più contagi prima dell’arrivo di Salvini. Ma era una menzogna». È solo l’inizio. «Chi ha governato la Regione negli ultimi cinque anni lo ha fatto male, è più povera», ha infatti incalzato Caldoro citando la gestione dei rifiuti, della sanità («con le barelle che si sono moltiplicate»). E il clientelismo. De Luca, ha insistito, ha reso la Campania «la Regione delle fritture di pesce perché oggi ci sono presidenti di enti regionali che fanno le liste per lui». Sul risultato finale, lo sfidante si è detto «fiducioso». «Questa – ha aggiunto – è la mia battaglia più bella e la più difficile. Noi ci crediamo e rilanceremo colpo su colpo».

di Michele Pezza per www.secoloditalia.it