capture 099 20092020 214432Chi si aspettava un flop dell’affluenza a causa del coronavirus è rimasto deluso. Nonostante gli allarmi filo-governativi lanciati a reti e giornaloni unificati, gli italiani hanno affrontato il rischio (che tra l’altro è minimo) pur di non mancare all’appuntamento elettorale. Grande interesse soprattutto per l’affluenza del referendum per il taglio dei parlamentari: alle 19 il dato parziale è di 30,3% (7.243 comuni su 7.903, fonte YouTrend) e non è confrontabile con quello del referendum 2016 che sancì la fine di Renzi perché allora si votò soltanto di domenica (alla stessa ora era al 57%). In proiezione non è improbabile che l’affluenza finale si attesti attorno al 60 per cento: un dato molto più alto di quello previsto alla vigilia, dato che secondo i pronostici non avrebbe dovuto superare il 50%. A sorpresa la risposta è stata ottima in tutto il Nord, dove i politologi ritengono che il fronte del No sia più nutrito rispetto al Sud, dove sembra prevalere il Sì. Guardando i dati dell’affluenza, i pronostici della vigilia sul referendum potrebbero essere tutti stracciati: si prevede la vittoria del Sì con almeno il 70% di preferenze, ma più sale la partecipazione e più il No può sperare di recuperare fino al 40%, anche se il ribaltone è praticamente impossibile. 

 

www.liberoquotidiano.it