capture 072 16102020 113440"In queste ore si paventano scenari gravi. Ribadisco che il Paese non ha bisogno di stress e di minacciati provvedimenti che rischiano di creare sequele psicologiche gravi sulle persone più fragili e sui giovani, che invece dovremmo preservare. Poveri giovani, alla mancanza di fu turo che non siamo stati in grado di garantire, adesso aggiungiamo la paura oscura e medievale di periodi di segregazione. Siamo sicuri che questa sia la strada giusta? Io non credo". Lo sottolinea in un post su Facebook il diretto re sanitario dell'Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia. E ancora: «Abbiamo bisogno di credere in noi stessi, protagonisti importanti, con i nostri comportamenti corretti, della sconfitta del virus. Questo lo spirito giusto - ribadisce Vaia - Abbiamo bisogno di buon senso, di tanto buon senso. E se invece di chiudere aprissimo sulle 24 ore ad esempio tutti gli esercizi commerciali, la grande distribuzione, magari a Natale per consentire un afflusso più ordinato e spalmato sulle 24 ore?», suggerisce il direttore. «E se organizzassimo gli ingressi negli uffici, nelle fabbriche o nelle scuole, su più turni di modo da alleggerire in questa fase i trasporti? Sono solo alcune delle idee. Certo la politica deve trovare le soluzioni, ma noi dobbiamo ribadire, con forza - conclude il direttore sanitario dello Spallanzani - che meritiamo di avere tutto aperto. Ma che questo dipende solo da noi!". 

 

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