capture 085 17102020 091639I responsabili di alcuni talk, cercano di dare una mano a Concita De Gregorio, ex direttrice del quotidiano l’Unità, conduttrice televisiva e collaboratrice di Repubblica, ospitandola come opinionista, per farla sopravvivere economicamente e, questo, tra giornalisti di sinistra e, si pensa, anche tra amici, è un fatto, umanamente positivo.

La “rossa” Concita, ha cercato di dare una spiegazione alle sue disavventure giornalistiche, accusando l’editore e quanti altri, che l’avrebbero abbandonata e di averla portata a “pagare per tutti…!”.

La De Gregorio, ormai da tempo, denuncia il fatto che non ha più un soldo e che il suo contocorrente è bloccato e che,  a dieci anni dal suo abbandono della direzione dell’ UNITA’, deve subire diverse decine di richieste di risarcimento di danni morali e materiali come diretta conseguenza di articoli pubblicati quando lei era ancora direttrice del quotidiano comunista.

Lei afferma che questi debiti non sarebbero direttamente suoi, ma dell’editore che era fallito e di molti giornalisti che oggi sarebbero disoccupati ed “inadempienti” e, quindi, proprio per questo, come sopraddetto, a pagare tutto per tutti, è rimasta la sola Concita, la quale fu “ingaggiata” nel 2008 dall’allora imprenditore, presidente della Sardegna e, quindi, editore, di sinistra Renato Soru, come la stessa, appunto, De Gregorio, la quale, ovviamente, ne fu oltremodo contenta sia per la stessa fede politica dell’editore, che in quell’anno, aveva comprato il giornale, che come giornalista, anche se, per la verità, come si sa, l’UNITA’, era un foglio di partito e schieramento e non certo una testata prestigiosa come altre.

Forte di questo nuovo suo ruolo con alle spalle il PD e l’establishment della Sinistra, Concita De Gregorio, si lanciò a capofitto, ad attaccare, in primis, Berlusconi ed i suoi familiari ed uomini e tutti coloro e ciò fossero “di destra”….!

 


Presa, forse, dal troppo entusiasmo, accentuò la funzione di “arma” del giornale contro gli avversari politici sia con articoli propri che di altri suoi colleghi di redazione, provocando, logicamente, la reazione degli “accusati”, dei “colpiti”, a partire dallo stesso Silvio Berlusconi, da Paolo Berlusconi, da Augusto Minzolin, dalla famiglia Angelucci editori dei giornali “Libero ed il Tempo”, ma anche in altri casi diretti contro altre persone.

La conseguenza, dell’attacco della Direttrice e della sua redazione, si trasformò in un chiaro boomerang, a causa delle sentenze di condanna per diffamazione ed altri capi d’imputazione, causando alla stessa “’Unità” seri e diversi danni sia d’immagine ma soprattutto economici che, ovviamente, come prescrive la legge sulla Stampa, vanno pagati in solido tra i condannati.

Ora, è vero che qualsiasi giornalista può essere colpito da eventuali querele per vari motivi e fatti e, questo, lo si mette nel conto ma, il bravo giornalista, sa trovare le parole e le azioni per evitarle o per vincerle, con tanto di documentazione e testimonianze, ma se viene meno questa accortezza professionale, e, magari, in redazione si fanno prendere la mano dal delirio di onnipotenza, di protagonismo personale o partigianeria politica od anche il giornalista invece di rimanere tale, si trasforma in un semplice ed appassionato “attivista politico e/o di partito”, perde la sua professionalità ed essenza giornalistica, agendo passionalmente o comunque, appunto, per vari suo motivi personali e/o politici, di partito od anche interesse economico o prebende o di altro tipo.

Noi, in vero, non conosciamo tutti i fatti, gli atti e glie eventi processuali di cui la De Gregorio sia stata protagonista, ma, oggettivamente, dalla sentenze di condanne avute nelle Aule dei Tribunali, l’attuale collaboratrice della “Repubblica”, quantomeno, è stata poco accorta, superficiale, possiamo dire, fortemente, partigiana…? In caso, contrario, come si spiegano le condanne….?!

Del resto, non vorremmo infierire, ma è da ricordare che durante la direzione della De Gregorio l’UNITA’ entrò in crisi sempre più grave tanto che l’editore Soru fu costretto a non investire più un euro nell’ormai decadente giornale ed, anzi nel 2014 cessò di esistere, resistendo penosamente per altri tre anni dal “licenziamento” della De Gregorio.

In una sua dichiarazione nel 2016 la stessa De Gregorio, nell’intenzione di voler passare per vittima, ammette che: “Le cause civili contro l’Unità dei tempi di Berlusconi sono ricadute su di me: 5 milioni di euro da pagare e pignoramenti alla casa”, che dal 2008 al 2011, ha subito ben 145 azioni legali e ricorda come queste fossero arrivate durante l’allora governo Berlusconi  da persone  vicini lui. “Sono i vari Dell’Utri, Miccicché, La Russa, Taormina, Previti, Angelucci oltre a Paolo, Silvio e Piersilvio Serlusconi e altri. Quasi ogni giorno arrivavano in redazione atti di notifica di azioni”.

Queste ed altre dichiarazioni, da parte di Concita, vorrebbero dare l’impressione che lei sia stata vittima della persecuzione “fascista”… Però, i fatti sono chiari: il materiale per tutti questi atti legali ai suoi accusatori glieli ha forniti proprio lei, ed, infatti, lei è stata, ribadiamo, ripetutamente, condannata dai vari tribunali con tanto di sentenze…. !

Non vorremmo infierire, ma alla fine: “chi è causa del suo mal – e dei suoi guai – pianga se stesso…!”.

Il resto sono chiacchiere!!!

Per, questo, non ha alcun senso logico dichiarare, ed è ipocrisia farlo, verso la De Gregorio, solidarietà, perché lei non è stata condannata ingiustamente, almeno fino ad eventuali nuove prove contrarie…|

La scomposta reazione della compagna Concita che come giornalista

“fallisce” e cerca di fare la martire antifascista…

A margine della sua vicenda giudiziaria, invece di fare mea culpa per aver dato, lei stessa, le pallottole ai suoi “nemici”, attaccandoli come attivista politica e di partito, invece di documentare quanto ha sostenuto, peccando di superficialità e poca professionalità, ecco come reagisce dinanzi ad un suo ennesimo errore “di scrittura e valutazione dei fatti”.

Concita De Gregorio, dramma-soldi: “Voi

fascisti…”. Conto corrente sequestrato, lei perde la

testa

Da “Il Giornale” del 3 febbraio 2019

Ha perso la testa, Concita De Gregorio. Su Twitter la penna di Repubblica si scaglia contro i “fascisti” che, a suo dire, la starebbero affamando: “Mi potete anche sequestrare i conti correnti, impedirmi di pagare l’acqua e la luce, ma non è così che avrete la mia testa e mia voce, poveri illusi. Che ne sapete voi della libertà”. Sconcerto tra i suoi followers, che infatti le domandano: i “fascisti” non saranno mica i giudici che l’hanno condannata a risarcire un totale astronomico di 5 milioni di euro (con pignoramento della casa) per alcune cause di diffamazione quando era alla direzione de L’Unità? Lei, nel merito, non risponde ma replica compulsivamente un link a un pezzo della Stampa firmato da Mattia Feltri: “Ex terroristi, naziskin e picchiatori da stadio: ecco la Cupola mafiosa attorno al Campidoglio”. Svelato l’arcano: si parla di quello Stefano Andrini che l’Unità della De Gregorio aveva definito “fascista” perdendo, appunto, la causa per diffamazione (con danni per 37mila euro).

Ma, alla fine,  Concita, di che cianci…di te stessa…?!

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