capture 089 17102020 093022“Ora sarà ufficiale: il Pd ha una banca, un’altra”. Il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, commenta così la nomina di Pier Carlo Padoan nel Cda di Unicredit. Una notizia, spiega l’esponente di FdI, che “desta davvero sorpresa” e che impone una seria riflessione sulla “commistione tra istituzioni, politica e finanza”.

La nomina del deputato Padoan all’Unicredit

“Desta davvero sorpresa – sottolinea Rampelli – la notizia relativa alla nomina del deputato in carica del Pd, Pier Carlo Padoan nel cda dell’Unicredit al fine di designarlo presidente. L’ex ministro dell’Economia e delle Finanze dei governi Letta e Renzi, eletto nel collegio uninominale di Siena, territorio di quel miracolato Monte Paschi Siena cui l’ex ministro consegnò 4 miliardi di euro per il suo salvataggio”.

Quelle relazioni pericolose tra Pd e banche

“La commistione tra istituzioni, politica e finanza è un nodo da sciogliere per non compromettere il mandato popolare e la trasparenza del rapporto tra eletto ed elettore. Le cosiddette ‘porte girevoli’ – avverte Rampelli – dovrebbero valere in entrata, ma anche in uscita e soprattutto essere vietate mentre si hanno incarichi parlamentari.

 

Rampelli: “Il Pd ha una banca, un’altra”

Per il vicepresidente della Camera, infatti, “altrimenti è lecito sospettare che non si serva la nazione ma qualche interesse diverso, forse perfino extra nazionale. Con grave lesione dell’art. 67 della Costituzione. In ogni caso – conclude Rampelli a proposito della nomina di Padoan all’Unicredit – ora sarà ufficiale: il Pd ha una banca, un’altra”.

di Gigliola Bardi per www.secoloditalia.it