capture 148 23102020 144513L’Italia intervenga per scoprire chi erano gli italiani infoibati nelle “fosse segrete” in Slovenia. A chiederlo è il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che avverte: “La conoscenza sui nostri connazionali finiti nelle foibe è un dovere”.

Gasparri: “Un dovere verso i nostri connazionali”

“Dopo la recente conferma della Commissione slovena sulle fosse segrete di ben 518 fosse comuni, contenenti circa 100mila resti di vittime causate da reparti partigiani jugoslavi di Tito durante e dopo la seconda guerra mondiale, sarebbe doveroso da parte italiana intervenire per avere notizie sui nostri connazionali scomparsi“, ricorda Gasparri. “In Slovenia vennero deportati dopo l’occupazione di Trieste e di Gorizia del 1 maggio 1945 alcune migliaia di italiani. Anche da Pola e da Fiume ci furono deportazioni in massa di nostri connazionali”, sottolinea il senatore azzurro.

 

Foibe, fosse e lager: un orrore che non si può tacere

Solo alcuni fecero ritorno da quei lager, ma – prosegue Gasparri – per la maggior parte ci fu la soppressione. I lager sloveni più noti si trovavano a Borovnica, Prestrane, Ajdussina, Skofja Loka, Maribor e nei dintorni di Lubiana. Dopo l’atto di riappacificazione dei due presidenti Mattarella e Pahor alla Foiba di Basovizza del 13 luglio scorso – spiega il senatore – propongo che si faccia luce sulle circostanze storiche e sul destino degli italiani scomparsi non solo in Slovenia, ma anche nella vicina Croazia. Andrebbe, inoltre, prevista – conclude Gasparri – la posa di Cippi a ricordo nelle foibe e nelle fosse disseminate in Istria e in Slovenia”.

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