capture 394 20112020 100721Diciamo che chi ci capisce è bravo. Parliamo delle contestazioni e dei ricorsi di Donald Trump al voto che avrebbe incoronato Joe Biden a 46° presidente degli Stati Uniti d’America. Mentre il suo legale Rudy Giuliani rinunciava alla contesa nel Michigan, in un tweet Trump annunciava la propria vittoria elettorale, dando appuntamento per la conferma ad un’apposita conferenza stampa convocata per le 18 ora italiana. Gli avvocati, vi si legge, presenteranno «un chiaro e fattibile cammino verso la vittoria. Tutti i pezzi stanno andando al loro posto». Tranne quello del Michigan, ovviamente.

Giuliani accusa giudici e stampa

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Giuliani ha denunciato l’esistenza di «un piano centralizzato per condurre frodi elettorali in grandi città controllate dai democratici». Nel mirino, Philadelphia e Detroit indicate come luoghi che «hanno una lunga storia di corruzione». Una seconda fonte di imbrogli, l’avvocato di Trump l’ha indicata nella circostanza che ha visto «gli scrutatori repubblicani» tenuti fuori dai seggi mentre «venivano contati i voti postali». «Peggio che in Tanzania», è sbottato Giuliani. A suo giudizio, il vantaggio di Biden in Pennsylvania è grosso modo analogo al numero di schede contestate dalla campagna di Trump. Una vittoria «rubata», ha proseguito, grazie all’appoggio di cui godono i democrats presso «giudici amici dalle opinioni irrazionali».

 

Bannon di nuovo a fianco di Trump

Non solo. L’antro grande pilastro della frode è il sistema dei media. «Continuate a dire falsamente che non abbiamo prove», ha detto il legale di Trump ai cronisti. «Quello che sta succedendo in questo Paese – ha aggiunto – è orribile. E la censura che state imponendo lo rende ancora peggio». Delle frodi, invece, esisterebbero, invece, «prove dirette. C’è chi ha visto votare due volte e c’è lo scrutatore cui sarebbe stato detto di falsificare la data dei voti postali arrivati in ritardi in favore di Biden. Ma c’è anche chi insinua che Giuliani sarebbe consapevole che il cammino legale è impervio. L’obiettivo sarebbe tutto politico: ritardare l’annuncio ufficiale dei risultati per seminare dubbi sulla vittoria di Biden. Un’idea più che sua di Steve Bannon, l’ex-consigliere politico considerato il guru del sovranismo a Stelle e Strisce.  .

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