capture 455 24112020 143628Il popolo chiuso in casa, ma per fare la marcia della Pace in tempo di Covid hanno fregato pure Mattarella. Solo ora si conosce formalmente il parere che il Comitato tecnico scientifico posto dal governo a guardia del contagio da coronavirus aveva formulato sulla parata che ogni anno si svolge tra Perugia e Assisi. Nelle stesse ore era reso impossibile lo svolgimento di una manifestazione tradizionale come Eurochocolat (giunta alla 27ma edizione). Ma gli assembramenti – si sa - sono consentiti solo se rossi e progressisti. Come gli aperitivi sui Navigli; come le Feste dell’Unità; come i raduni di chi approda sulle nostre coste. Quella che era stata un’indiscrezione di quei giorni, ieri si è manifestata come notizia reale, perché è stato finalmente pubblicato, ad un mese e mezzo dalla riunione, il verbale completo del Cts dello scorso 8 ottobre. Che dice di più rispetto a quello che si era appreso allora.

Nonostante questo, probabilmente ignaro, il presidente della Repubblica mandava un messaggio augurale agli organizzatori del raduno pacifista, proprio alla vigilia. Scriveva Mattarella: «È importante che la Marcia sia stata confermata anche quest’anno. Mi auguro che i costruttori di pace diventino sempre più numerosi nel cantiere della pace. Siate generatori di pace». E faceva riferimento all’iniziativa che si svolgeva, come gli avevano riferito superficialmente in condizioni di rispetto per le norme sulla pandemia: «Per questo - prosegue la missiva - è importante che anche quest’anno la marcia sia stata confermata, nel rispetto delle condizioni di sicurezza imposte dalla pandemia».

Ma al Colle qualcuno aveva fatto sapere in quei giorni del no del Cts? Persino a Mattarella non si fanno conoscere i verbali dell’organismo? Come fece sapere la regione il «no» era legato sia alla marcia che alla versione «catena umana». Eppure si svolse lo stesso, con tanto di messaggio del Capo dello Stato. Se le «condizioni di rispetto» fossero state, il Cts avrebbe espresso un parere favorevole e non contrario.

 

È importante sapere se ci fu comunicazione corretta al Quirinale, perché proprio il Comitato tecnico scientifico era stato netto – a pagina 12 del verbale della riunione - nel «non poter esprimere un parere favorevole» allo svolgimento della marcia così come alla manifestazione Eurochocolat. Parere dell’8 ottobre, la marcia l’11. Ma la fecero lo stesso come «catena umana», a differenza della manifestazione sul cioccolato, i cui organizzatori rinunciarono responsabilmente all’evento.

Ma i pacifisti no, e ritennero di poter fare come volevano nonostante i tanti dubbi espressi. Compresi gli esposti di chi vedeva nella modifica delle caratteristiche della manifestazione da «marcia» a «catena» una forma di elusione per evitare il diniego delle autorizzazioni. «Ma le migliaia di persone "incatenate" - si chiedeva l’avvocato Walter Biscotti - come arrivano? Come si sciolgono? E una volta sciolte come defluiscono?». Del resto, proprio il Cts avvisava sui pericoli e motivando il proprio «no», mettendo in rilievo «importanti criticità rappresentate dalla sostanziale impossibilità all’osservanza del divieto di assembramenti e delle misure di distanziamento sociale». «L’afflusso e il deflusso previsto, per i due eventi, di diverse migliaia di partecipanti, turisti e fedeli richiamati dalle diverse regioni d’Italia e anche dall’estero costituisce senza dubbio un’ulteriore importante criticità». Soprattutto perché – aggiungevano i membri dell’organismo – «da nove settimane si registrano incrementi progressivi e costanti degli indici epidemiologici». Considerando quello che è successo da allora in poi nel territorio della regione umbra, c’è da affermare senza ombra di dubbio che lo svolgimento della «catena umana» è stato un atto irresponsabile. In pratica hanno agito come se il parere scientifico non contasse nulla: anche per loro, insomma, «non ce n’era Coviddi», esponendo invece al rischio migliaia di persone. Ma si sa, questa è l’Italia dei due pesi e delle due misure. Se lo avessero fatto Salvini o la Meloni sarebbe venuto giù il mondo.

di Francesco Storace per  www.iltempo.it