capture 262 08012021 150655Non bastavano le critiche ai grandi classici della cultura, della letteratura e della filmografia  GreaseVia col Vento e Shakespeare. Il politically correct della sinistra prende di mira anche Omero con l’obiettivo di cancellarlo dalle scuole. È successo in una scuola del Massachusetts negli Stati Uniti che ha deciso di bandire e di non far studiare ai suoi alunni l’Odissea di Omero. L’accusa? “Razzista” e non abbastanza “inclusiva” per gli insegnanti dell’istituto. Una vicenda assurda sulla quale è intervenuta Giorgia Meloni: «La follia ideologica del politicamente corretto colpisce ancora e sfocia nel ridicolo».

Il politically correct fa la guerra anche ad Omero

Negli States alcuni insegnanti per portare avanti la loro battaglia usano l’hashtag #DisruptTexts. Come racconta Meghan Cox Gurdon sul Wall Street Journal, e riportato dal Foglio, questi insegnanti mettono al bando alcuni testi classici affermando che i loro studenti non dovrebbero leggere storie scritte in altre epoche. Soprattutto quelle «in cui il razzismo, il sessismo, l’antisemitismo e altre forme di odio sono la norma». Ed ecco l’attacco all’Odissea. È sempre il Wall Street Journal che racconta come alcuni professori vogliano  eliminare l’Odissea dai programmi di studio. «Sono molto orgogliosa di dire che quest’anno abbiamo rimosso l’Odissea dal curriculum!», dichiara Heather Levine, che insegna alla Lawrence High School di Lawrence, nel Massachusetts.

 

Il sito #DisruptTexts

Qual è il motivo di tanto odio e censura? Si tratta di un poema razzista e non al passo con i tempi. Come spiega lo scrittore di fantascienza Jon Del Arroz al Wall Street Journal ha detto: «È una tragedia che questo movimento anti-intellettuale per la cancellazione dei classici stia guadagnando terreno tra gli educatori e l’industria editoriale tradizionale. Cancellare la storia delle grandi opere limita solo le capacità dei bambini». Per capire cosa vogliono gli insegnanti antirazzisti basta dare un’occhiata al loro sito web.  Ecco cosa si legge. #DisruptTexts si basa «su decenni di esperienza didattica e radicata nella ricerca di studiosi antirazzisti».

 di Fortunata Cerri per www.secoloditalia.it