capture 434 19012021 154226Nelle stesse ore in cui il premier Conte, alla Camera, si vantava dei grandi risultati del suo governo e millantava successi personali e politici sul Recovery Fund, si scopre che zitta zitta la Spagna incasserà più dell’Italia dall’Europa. Il paese iberico, infatti, stando alle cifre, supera l’Italia nella distribuzione prevista dei trasferimenti (grants, a fondo perduto) della Recovery and Resilience Facility, cuore di Next Generation Eu, il piano europeo per la ripresa. L’Italia resta il primo beneficiario assoluto della Rff e di Next Generation Eu, considerando il totale di prestiti e trasferimenti e non solo i grants, che sono solo una parte del pacchetto. Ma sui soldi a fondo perduto la Spagna ha ottenuto più di noi.

Recovery Fund, alla Spagna 69,52 mld, all’Italia

Dunque, la Spagna riceverà dal fondo di Recovery e resilience facility dell’Ue 10,36 miliardi di euro in più di sovvenzioni rispetto a quanto previsto nel piano iniziale. Si tratta di un aumento del 17% che porta il totale da elargire a 69,52 miliardi e fa del Paese iberico il primo beneficiario del pacchetto di Next Generation Eu, superando l’Italia che avrà 68,89 miliardi (comunque in aumento rispetto ai 65,45 iniziali). Seguono Francia (39,37 miliardi), Germania (25,61) e Polonia (23,85).

In base al documento approvato la settimana scorsa dalla commissione bilancio dell’Europarlamento, la crescita del contributo alla Spagna è dovuto al fatto che una parte dell’ammontare è stato ricalcolato tenendo conto dell’andamento dell’economia dei singoli Stati, sulla base delle previsioni di autunno della Commissione.

 

L’economia spagnola, a causa del protrarsi dei lockdown antipandemia anche in piena estate in diverse zone del Paese, ha avuto un andamento peggiore rispetto a quello che era previsto in luglio, quando è stato trovato l’accordo sulla Rrf. L’aggiustamento delle cifre è la diretta conseguenza della metodologia decisa per ripartire le risorse tra gli Stati membri.

Ma sui prestiti l’Italia resta primatista…

La Rrf non prevede comunque solo trasferimenti, ma anche prestiti, cui il nostro Paese si è sempre mostrato interessato, nel corso del negoziato, a differenza di Madrid. Per i 360 mld di prestiti disponibili (ai prezzi del 2018), l’accordo prevede che un Paese possa chiedere prestiti fino al 6,8% del proprio Reddito nazionale lordo. L’Italia, che ha l’ottavo Pil al mondo (la Spagna è quattordicesima: il Pil spagnolo è circa due terzi di quello italiano), la cifra assoluta dei prestiti a disposizione è quindi superiore a quella che può chiedere Madrid (il Pil può essere considerato un’approssimazione dell’Rnl di un Paese, per fare un calcolo grossolano).

Inoltre, mentre i trasferimenti sicuramente verranno presi dagli Stati, non tutti prenderanno i prestiti, che, per quanto convenienti perché a tassi bassissimi se non negativi, sono opzionali, giacché un Paese può trovare più conveniente, per una serie di ragioni, finanziarsi sul mercato invece che con la Rrf. E la Spagna si è già mostrata molto meno aperta ai prestiti rispetto all’Italia. In definitiva, se si guarda alla somma di prestiti e trasferimenti della Rrf, e non solo ai secondi, l’Italia resta di gran lunga il primo beneficiario della Rrf e di Next Generation Eu.

di Lucio Meo per  www.secoloditalia.it