capture 442 20012021 082457Lo dice anche Pier Luigi Bersani a DiMartedì a botta calda: "Ora il problema sarà nelle commissioni parlamentari". Il premier Giuseppe Conte ha incassato la fiducia al Senato, dopo quella alla Camera, e se possibile i numeri sono ancora più risicati: 156 sì, tra cui 3 senatori a vita, 140 contrari e 16 astenuti, quelli di Italia Viva. Un solo senatore ha tradito Matteo Renzi: è il leader del Psi Riccardo Nencini, che il premier non a caso aveva blandito definendolo durante il suo intervento a Palazzo Madama "un fine intellettuale". Ci sarebbe da sorridere, ma la situazione è tragica: perché Conte sarà anche riuscito a raggranellare i voti di qualche "costruttore", ma come nota anche Dagospia ne mancano ancora 5 per la maggioranza assoluta.

"Con questi numeri le commissioni imploderanno ed è praticamente impossibile governare", aggiunge il sito fondato e diretto da Roberto D'Agostino. A questo punto, le strade sono due: aprire nuovamente a Renzi e IV, nonostante i toni durissimi di queste ultime ore. Oppure fare quello che sarebbe stato obbligato con una maggioranza tecnica ma di fatto non politica sotto i 153 voti: Conte "potrebbe presto essere costretto a salire al Colle per rassegnare le dimissioni". E dopo? Guadagnerebbe qualche giorno per proseguire nell'unica via rimasta: rastrellare qualche voto sparso tra chi oggi non ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto, da Forza Italia a Italia Viva.

 

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