capture 495 22012021 154323Tam-tam frenetico, dal Parlamento e dalle sacre stanze arrivano sempre più conferme: il piano di Giuseppe Conte è destinato al fallimento. No, i voti al Senato non li trova: la ricerca dei cosiddetti responsabili è ferma. E mercoledì 27 gennaio, nel giorno del voto in Parlamento sulla relazione sulla Giustizia di Alfonso Bonafede, si potrebbe consumare il redde rationem. Italia Viva infatti voterà contro e il governo potrebbe andare sotto. Una netta conferma alla possibilità che sia crisi arriva da Bruno Tabacci, che interpellato da SkyTg24 ha ammesso: "Se la maggioranza non si rafforza il passaggio elettorale sarà inevitabile".

Dunque un altro secco "no" del M5s a Matteo Renzi: "Leggiamo dichiarazioni e interviste di esponenti politici ancora convinti che ci sia spazio per ricucire con Renzi. Questo nonostante le mie e le nostre affermazioni nei giorni precedenti siano state chiarissime in tal senso. Allora lo ribadisco, a scanso di ogni equivoco: per il Movimento non ci sono margini per ricucire con Renzi, la porta è definitivamente chiusa", ha affemato il capo politico, Vito Crimi.

Infine il gruppo dei senatori Pd, che in una nota spiegano: "Bisogna ribadire con forza anche in queste ore difficili che il Pd è il partito del rilancio della legislatura. Siamo nel pieno di una drammatica crisi sanitaria e sociale. L'Italia ha bisogno di risposte urgenti. Nessun ammiccamento diretto o indiretto alle elezioni anticipate, come arma finale, può essere una mossa politica utile e nell'interesse del Paese in questo momento. Il Pd rilanci le ragioni di un governo che sia all'altezza delle risposte che si aspettano le italiane e gli italiani, parlando con tutti per trovare la quadra di un programma di legislatura". Insomma, tutti lo confermano: il voto, con il passare dei minuti, è molto più rispetto a una semplice ipotesi.

 

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