windows 10Poche settimane dopo l'uscita del nuovo prodotto di Microsoft, Langley si è buttata a capofitto sulla creazione di un virus per attaccarlo. A far emergere questi fatti sono i nuovi file del sito di Assange. Fatto il software, trovato l'inganno. Appena un mese dopo che Microsoft ha rilasciato la sua creatura più recente, il sistema operativo Windows 10, la Cia era già al lavoro per comprometterlo. A rivelarlo oggi è Wikileaks con una serie di documenti pubblicati in esclusiva con Repubblica e che dovevano rimanere segreti fino al 2064. I file provengono dall'enorme giacimento di materiali sulla Central Intelligence Agency, Vault 7, che l'organizzazione di Julian Assange ha iniziato a pubblicare nel marzo scorso e non è difficile immaginare che getteranno benzina sullo scontro in atto da tempo tra i giganti della Silicon Valley da una parte e la Cia e la Nsa dall'altra, culminato la settimana scorsa con una critica alle due agenzie di una franchezza mai vista prima da parte del presidente della Microsoft, Brad Smith. Scrivendo in pieno tsunami da Wannacry, il ransomware che ha messo in ginocchio centinaia di migliaia di computer in tutto il mondo, Smith è arrivato a pubblicare sul sito della Microsoft una censura della scelta della Cia e della Nsa di accumulare pericolose vulnerabilità presenti nei software per sfruttarle negli attacchi contro computer, telefoni e device elettronici. E' stata proprio una di queste vulnerabilità di Windows, di cui la Nsa ha perso il controllo, a causare il disastro Wannacry. Le rivelazioni di Wikileaks su Vault 7 hanno permesso di scoprire che anche la Cia ha perso il controllo del suo cyber arsenale e quindi oggi girano per il mondo le armi cibernetiche di due delle più grandi e potenti agenzie di intelligence del pianeta, con rischi che nessuno riesce a valutare esattamente.

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