Preferenze m5sIeri sera faceva più caldo nella stanza della riunione, nonostante l'aria condizionata, che all'esterno di questa assemblea pentastellata particolarmente combattuta: "Dove sono finite le preferenze?", urlano gli ortodossi. Un senatore, per scherzo ma neanche troppo, fa questa battuta: "M5S si sta dividendo in due. Tre stelle da una parte e due dall'altra". Ovvero c'è una grande fetta di parlamentari a cui non piace la nuova legge elettorale né tanto meno l'accordone con i nemici storici Pd e Forza Italia. Intesa che infatti il capogruppo alla Camera Roberto Fico non dà per scontata. Anzi dice "l'accordo non è affatto sancito. In queste ore si lavora ancora in commissione perché l'emendamento Fiano (dal nome dell'esponente Pd che lo ha presentato ndr) crea delle nuove problematiche".

Luigi Di Maio invece, intercettato in Transatlantico dopo aver a lungo chiacchierato con Alfonso Bonafede proprio di legge elettorale, dice di non voler "lanciare un ultimatum al Pd, non c'è una rottura, in commissione troveremo insieme la soluzione e commenteremo il testo che arriverà in Aula".

Ma i gruppi parlamentari sono in subbuglio e difficili da tenere insieme. L'accordo è in bilico perché sul piatto della bilancia c'è una base che potrebbe ribellarsi e una parte dei deputati e senatori che non esita a venir fuori allo scoperto. E infatti, a un certo punto della riunione congiunta dei deputati e dei senatori, uno di loro sbotta: "Scusate, quindi votiamo una legge elettorale che garantisce i nominati?". Ecco il nodo della questione. "Vi ricordo che abbiamo fatto fatto un V-day contro i condannati in Parlamento, per il limite dei mandati e per le preferenze. E adesso?", dice un altro. La chat dei parlamentari il giorno dopo è rovente: "Ieri sera sono venute fuori diverse riserve", scrive un senatore. "Forse era meglio votare in assemblea prima di chiedere il parare della rete", si legge ancora.

Paola Taverna, la senatrice pasionaria, in mattina lo dice ai microfoni di Radio Cusano: "Questa legge è quasi un mega porcellum, noi faremo degli emendamenti, io personalmente non mi sarei messa nemmeno lì seduta". E quando dice "lì seduta" intende il faccia a faccia che i 5Stelle hanno avuto con il Pd, nonostante fino a due giorni prima Danilo Toninelli lo aveva escluso categoricamente. "Abbiamo chiesto il sistema tedesco perché ci permetteva di andare a votare con un filo di dignità, ora lo stanno ristravolgendo. La situazione – spiega Taverna - è molto confusa e ancora non sappiamo come stanno disegnando i collegi".

Danilo Toninelli, provando a placare gli animi, fa sapere che si sta lavorando per presentare alcuni emendamenti che riportino la legge a un sistema tedesco puro.

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dall'articolo di Gabriella Cerami per huffingtonpost.it

 

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