capture 019 03082021 101749«Nei primi 100 giorni dovremo restituire un decoro alla città. Il problema sarà quello di individuare i rimedi giusti per ripristinare l’igiene urbana». A parlare, in un’intervista a RomaLife, è Enrico Michetti. A dispetto di quel che dicono i suoi detrattori, il candidato sindaco del centrodestra per Roma è persona pragmatica e concreta. Lo dimostra, più di ogni altra considerazione, la sua ricetta sui rifiuti. «L’unica cosa che si può fare nell’immediato – spiega – è individuare isole ecologiche, spazi intermedi dove allocare l’immondizia. Per fare gli impianti e tutte le procedure del caso servono dai 24 ai 36 mesi, dobbiamo essere concreti e dire le cose come stanno: gli impianti impiegano troppo tempo per essere realizzati». Ne avesse realizzata qualcuno anche Virginia Raggi, oggi la Città Eterna sarebbe meno sporca e più capitale.

 

Michetti intervistato da RomaLife

«Roma – polemizza Michetti – è una barca senza timone. E una barca senza timone non approda da nessuna parte». Vale anche per il tema della sicurezza. Il mister Wolf di Giorgia Meloni immagina un raccordo molto stretto Campidoglio-Viminale fino alla convocazione settimanale di «un tavolo permanente sulla sicurezza» con al centro «il rispetto del principio di legalità». Ma è sui trasporti che si dispiega maggiormente il progetto di Michetti per Roma. «La Capitale meriterebbe una cura del ferro», propone pensando al prolungamento delle linee delle attuali metro. Il primo obiettivo consiste nel riconnettere più strettamente Ciampino all’Urbe. Progetto realizzabile prolungando Anagnina fino al secondo aeroporto di Roma. Un altro «prolungamento», come quello da Battistini a Casalotti, servirebbe a sostituire la funivia.

«Riconnettere l’aeroporto di Ciampino all’Urbe»

Ma la cura del ferro investe anche il cuore di Roma. Michetti pensa al potenziamento della linea C della metro facendola arrivare «nella prossimità di piazza Navona, o piazzale Clodio, fino alla Farnesina, poi magari fino a Grottarossa». Capitolo a parte merita l’Atac, l’azienda di trasporto pubblico. Attualmente è un carrozzone dispendioso. Per il candidato del centrodestra, «serve un’attenta istruttoria della situazione tecnico amministrativa». Solo dopo un’analisi, spiega, «potrà essere presa una decisione». In troppi infatti azzardano privatizzazioni o ricette miracolistiche che non poggiano su dati concreti. «Prima di pensare a vendere Atac o a venderne una quota importante io attenderei», ragiona invece Michetti. Nel frattempo, a lui piacerebbe «reintrodurre il bigliettaio». Perché, conclude, «è un presidio di legalità e di assistenza a passeggeri».

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