campo rom nomadiEra finti nullatenenti, eppure alcuni rom a Prato disponevano un patrimonio di due milioni e mezzo di euro in oggetti preziosi, appartamenti e denaro. Non solo. Ad alcuni di loro il Comune aveva assegnato anche degli alloggi popolare. Protagonista della vicenda è la famiglia rom Ahmetovic di Prato. La procura parla di "perdurante pericolosità sociale di sette appartenenti allo stesso nucleo familiare di etnia rom che nel tempo, servendosi anche di prestanome, sono riusciti a disporre di beni per un valore evidentemente sproporzionato rispetto ai redditi percepiti e dichiarati".

 

"Il Partito democratico chieda scusa ai cittadini di Prato e il sindaco Biffoni si dimetta per aver assegnato a rom finti nullatenenti, ma in realtà evasori, le case popolari sottratte ad italiani bisognosi. Nel marzo 2015 avevamo denunciato il fatto che il portavoce sinti del campo di Mezzana avesse la tessera del Partito democratico: chiediamo che venga fatta luce anche su questa vicenda, vogliamo sapere se abbia influito sulle scelte del Comune", tuona il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale della Toscana Giovanni Donzelli.

Che poi aggiunge: "Nel sopralluogo che effettuammo proprio nel campo rom di viale Marconi sottolineammo la vergogna dei favoritismi ai rom a discapito dei cittadini pratesi le verifiche della Guardia di Finanza e l'indagine della Procura oggi rende chiaro a tutti che gli italiani sono stati danneggiati due volte: prima scavalcati ingiustamente nelle graduatorie, e poi beffati da persone ricche che attendiamo di conoscere come abbiano potuto accumulare un tesoro così grande.

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dall'articolo di Luca Romano per ilgiornale.it

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