capture 031 11112021 094350Non ha senso "manifestare in mezzo a una foresta, dove nessuno ti vede" e i media "non ti filmano". Il segretario del Partito comunista Marco Rizzo ha sospetti precisi sulla stretta in arrivo su manifestazioni e cortei dopo l'appello del presidente Sergio Mattarella e i focolai di Covid esplosi in seguito alle proteste no green pass o contro il vaccino. 

L'esponente comunista, critico contro il premier Mario Draghi ("mai visto un banchiere fare gli interessi del popolo" ha detto più volte Rizzo) interviene mercoledì 10 novembre a Coffee break, il programma di approfondimento di La7 .

Questa è una stretta alla libertà di manifestare il dissenso e un antipasto di quello che verrà, argomenta Rizzo. Perché il governo non vuole che si manifesti non solo contro il green pass o il vaccino obbligatorio, ma anche su altri temi fondamentali per il Paese e i lavoratori: "A breve avremo delle vertenze sindacali importanti sulle delocalizzazioni che produrranno dei disastri. Non potranno manifestare gli operai della Whirlpool, dell'Elettrolux, dell'Ilva?" chiede provocatoriamente l'esponente di sinistra. 

 

Il giro di vite arriva dopo scontri e violenze. "Ma quelli di Forza nuova a Roma sono stati lasciati fare, o se preferite favoriti. A Trieste invece i manifestanti pacifici sono stati presi a colpi di idrante. Avete mai preso il getto di un idrante addosso?" attacca il segretario del PC che denuncia "due pesi e due misure" nella gestione delle piazze del dissenso. 

 E ancora, elencando: "Spiegatemi perché vanno vietati gli assembramenti a rischio dei cortei no green pass del sabato e non quelli a favore del ddl Zan". Insomma, il doppi metro di misura è evidente, come se ci fossero cortei "immuni" al Covid altri no. "C'è un virus politicamente corretto?" attacca Rizzo. 

Insomma questo è un governo che va avanti a colpi di decreto, dice Rizzo che denuncia la stretta "economica, finanziaria e anche democratica" dell'esecutivo. 

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