Lavorare all'estero senza avere problemi con il Fisco in Italia. Quando ci si trasferisce per lavoro i dubbi sono sempre in agguato, sia che si mantenga la residenza sia in caso di iscrizione all'Aire, l'Anagrafe dei residenti all'estero. Per sciogliere tutti i dubbi l'Agenzia delle entrate ha pubblicato una nuova Guida, reperibile on line, che indica anche anche i passi da seguire per regolarizzare la propria posizione se sono stati fatti errori in passato, dimenticando di dichiarare redditi esteri.


 
L'iscrizione all’Aire. Chi si trasferisce all'estero per lavoro ma non sposta la residenza ai fini fiscali, è infatti tenuto a dichiarare in Italia anche i redditi prodotti all'estero. A norma di legge si fa riferimento, infatti, esclusivamente alla residenza anagrafica, e non al luogo di provenienza dei redditi. In linea di principio, però, il cittadino italiano che trasferisce la propria residenza da un comune italiano all’estero (anche se in un Paese dell’Unione Europea), entro 90 giorni è tenuto a iscriversi all’Aire, l'Anagrafe degli italiani all'estero. L'iscrizione comporta che non si abbiano più obblighi fiscali in Italia sui redditi all'estero, anche se sono comunque dovute le imposte sugli immobili oltre a quelle su altri redditi eventualmente prodotti in Italia, cosa che capita, ad esempio, quando si dà in locazione il proprio appartamento.
 
Le norme contro la doppia imposizione. Per evitare il doppio pagamento di imposte sono in vigore con la gran parte degli Stati esteri delle convenzione contro le doppie imposizioni. In base a questi accordi è previsto un credito d'imposta per compensare le imposte pagate a titolo definitivo nel Paese in cui è stato prodotto il reddito. Il credito ovviamente non spetta in caso di omessa presentazione della dichiarazione o quando non vengono riportati nella dichiarazione presentata i redditi percepiti all’estero.
 
Come mettersi in regola. Chi è incappato in passato in dimenticanze di questo tipo ha comunque la possibilità di regolarizzare la propria posizione, a patto di fare in fretta. Come ricorda la stessa Guida, infatti, coloro che, oltre a non essersi iscritti all’Aire, non hanno presentato per gli anni precedenti la dichiarazione dei redditi in Italia, hanno ancora la possibilità di approfittare della riapertura dei termini (al 30 settembre 2017) per aderire alla procedura della “collaborazione volontaria” (voluntary disclosure) indicando i redditi di lavoro dipendente o di lavoro autonomo in precedenza non dichiarati in Italia.

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dall'articolo di  per repubblica.it 

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