L'hanno già ribattezzata la "fiducia sporca", ma l'alternativa è il disastro. Nelle ore in cui al Senato sul Rosatellum, nonostante una maggioranza quasi inesistente, il governo incassa cinque sì grazie ai voti dei verdiniani e alle presenze in aula di forzisti e leghisti che consentono il numero legale, è il premier Paolo Gentiloni ad ammettere inquietantemente il grande rischio corso dal Paese. Senza quei voti, sarebbe "l'esercizio provvisorio. Perciò si prendono i voti che ci sono", riferisce il retroscena di Repubblica. Il premier, silenzioso e pragmatico, fa i conti non tanto sulla legge elettorale ma sulla ben più delicata manovra economica, ma con lo sguardo nel Pd si va anche un po' più in là: "Non dite che il sostegno di Verdini puzza. Quando servirà a votare la fiducia sullo ius soli saranno in tanti a ricredersi", spiega ai suoi il capogruppo Luigi Zanda.

 

E al Quirinale, continua Repubblica, la linea è la stessa.

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dall'articolo di  liberoquotidiano.it

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