Alla dieci di mattina, nell'Aula di Palazzo Madama, si materializza il fantasma. Ecco Denis Verdini, tono solenne, voce a tratti emozionata: "Una volta c'era l'appoggio esterno, adesso c'è l'appoggio fantasma coniato appositamente per noi. Un neologismo tartufesco. Perché lo sanno anche i sassi che qui dentro non c'è mai stata una vera maggioranza politica". Il faccione dell'ex plenipotenziario di Berlusconi, l'uomo degli accordi indicibili, squarcia l'ipocrisia "che ha fatto comodo un po' a tutti", di ciò che è stato, ciò che è, e ciò che sarà, in un "teatrino degli equivoci durato anni": "Noi c'eravamo, ci siamo stati e ci saremo fino all'ultimo giorno della legislatura. Certo, siamo quattordici ministri senza portafoglio. E lo rivendichiamo!".

Evviva la franchezza, dicono un po' tutti i senatori, nei capannelli del Salone Garibaldi: "Parliamoci chiaro, ha detto le cose come stanno". Unico guizzo in una giornata moscia.

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dall'articolo di    Alessandro De Angelis per huffingtonpost.it

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