Il Senato ha approvato la legge dei nominati con 214 sì e 61 no. E’ legge il testo che riforma il sistema di voto, frutto dell’accordo a quattro e di due via libera a suon di fiducia. La mattina si è aperta con il discorso del plurimputato Denis Verdini che ha omaggiato se stesso e Ala per il ruolo fondamentale nel far passare questo e altri provvedimenti dell’esecutivo. L’ex coordinatore del Pdl ha rivendicato il ruolo dei suoi di “salvatori” dei governi di Renzi e Gentiloni e ha annunciato: “Noi voteremmo e avremmo votato la stepchild, il biotestamento e lo Ius soli“. Un modo per confermare quanto su alcuni temi i verdiniani siano “integrati” con la maggioranza (più di Ap) e quanto, viceversa, sono anche fondamentali in un Parlamento che dal 2013 non ha mai avuto una maggioranza “coerente”. 

Nelle stesse ore, mentre il Rosatellum superava l’ultimo ostacolo, Matteo Renzi, in viaggio sul suo treno, ha smentito ancora una volta ogni inciucio: “Non c’è nessuna nuova maggioranza”. Forse perché Ala c’è sempre stata. Di sicuro, senza i 16 senatori di Mdp (uscito definitivamente dalla maggioranza), il governo avrà qualche problema di calcolatrice nella sessione di bilancio. Chi si è rifiutato di ascoltare Verdini, invece, sono stati i 5 stelle che hanno deciso di uscire dall’Aula in segno di protesta.

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dall'articolo di per ilfattoquotidiano.it

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