Quasi 150mila giovani inattivi in più nonostante gli 1,5 miliardi di fondi messi a disposizione dall’Unione europea negli ultimi quattro anni per finanziare Garanzia giovani, il piano che avrebbe dovuto favorirne l’ingresso nel mercato del lavoro. Programma che lo scorso luglio è stato rilanciato mettendo sul piatto altri 1,3 miliardi da spendere di qui al 2020. Poco importa se i risultati non si vedono affatto. Anzi: tra il secondo e il terzo trimestre 2017 i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso formativo sono aumentati di ben 205mila unità, toccando quota 2,3 milioni.

 

Nel terzo trimestre 2017 i ragazzi che non studiano né lavorano sono aumentati di 205mila unità. Del resto meno della metà di quanti si sono registrati al programma finanziato dalla Ue con 1,5 miliardi (altri 1,3 vanno spesi entro il 2020) è stato attivamente aiutato a trovare un impiego. E tra questi più del 70% ha ottenuto solo uno stage. Magari come barista o cameriere.

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“Offerte di lavoro mascherate da stage” – L’altro problema è che i tirocini offerti, secondo i ragazzi iscritti al programma, sono spesso lavori a bassa specializzazione “mascherati” da stage. Sulle pagine Facebook attivate dalle Regioni, che sono gli enti responsabili di tradurre in pratica il piano nazionale facendo da raccordo con i Centri per l’impiego, si trova di tutto. Nella stragrande maggioranza dei casi l’offerta è per corsi di formazione gratuiti e, ovviamente, tirocini (anche in altri Paesi europei). In Sicilia vanno fortissimo i “corsi di europrogettazione“, ovvero la formazione necessaria per scrivere e presentare progetti europei, in Campania ce ne sono per acconciatori, barman e addetti alla logistica, in Toscana per “operatore agricolo“, addetto al giardinaggio e sarto. InVeneto si va da quello per chi vuol fare il graphic designer al percorso per aspirante banconiere di prodotti alimentari freschi: 80 ore di formazione e 320 di stage.

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Ciliegina sulla torta, come già raccontato dailfattoquotidiano.it, le lunghissime attese prima di ricevere il compenso per i tirocini. A erogare l’indennità mensile di 400-500 euro è l’Inps, ma i fondi arrivano dalle singole regioni o province autonome, che gestiscono i finanziamenti europei. Un iter che continua a incepparsi: sulle pagine Facebook regionali decine giovani segnalano di non aver ancora visto i soldi nonostante dalla fine dello stage siano passati mesi, in alcuni casi più di un anno. 

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dall'articolo di   Chiara Brusini  per ilfattoquotidiano.it 

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