La prima «casa d’appuntamenti» abitata solo da bambole gonfiabili puo’ svolgere la sua attività liberamente: i vicini non hanno denunciato disagi di sorta, i documenti sono in regola, l’amministrazione di Parigi ha problemi più urgenti dei quali occuparsi. Via libera ad «XDolls», esercizio fresco di inaugurazione, avendo aperto i battenti nel quattordicesimo arrondissement solo un mese fa.

 

Ad alzare la saracinesca è stato tale Jachim Lausquy, con la fattiva collaborazione di Kim, Lily e Sophia, tre bambole destinate all’attività sessuale dei patiti del genere e costruite in Cina. L’attività non è registrata come un moderno bordello, bensì come centro giochi. L’indirizzo esatto è sconosciuto, viene rivelato ai clienti solo dopo la prenotazione ed il pagamento on line. Trastullarsi con una delle tre signorine di plastica costa 89 euro l’ora. I termini del «gioco» non sono naturalmente noti ma l’intuito puo’ facilmente indirizzare verso una ipotetica ricostruzione di cio’ che avviene nelle tre camere messe a disposizione dal titolare. Pare che gli affari stiano andando bene: le prenotazioni fioccano. Ad essere interessati sono soprattutto gli uomini ma non sono mancate le coppie di sposi che hanno voluto sperimentare una conversazione intima con le signorine. L’apertura di «XDolls» ha generato proteste accese in terra francese. Lorraine Questiaux, portavoce di un'associazione femminista parigina chiamata «Mouvement du Nid», ha chiesto a gran voce che il centro venga chiuso. Ai giornalisti di «Le Parisien» ha spiegato i motivi.

«Xdolls non è un sexshop – ha detto – ma un luogo che genera denaro e che stimola le fantasie legate allo stupro di una donna». Alla motivazione ha aggiunto qualche numero, affermando che ogni anno, in Francia, 86.000 donne vengono violentate e dunque non c’è bisogno di «bordelli» che rilascino «circostanze» simili. Le polemiche non sono arrivate solo dalle femministe. 

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dall'articolo di Angela Di Pietro  per iltempo.it 

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