I dati forniti dalla prefetture siciliane sul triennio, però, non convincono. E nemmeno quelli di Sardegna e Puglia relativi al 2014. Critiche alla gestione emergenziale, che fa salire i costi, e agli affidamenti diretti o bandi con l’unico principio del massimo ribasso. La prima accoglienza, in Italia, nel 2016 è costata 1,7 miliardi di euro per 2.332 strutture. Il contributo dell’Unione europea alla spesa per l’accoglienza in Italia vale il 2,7% del totale: 38,7 milioni di euro. Sono le considerazioni contenute nella delibera della Corte dei Conti del 7 marzo sul sistema di prima accoglienza.

Uno studio che si concentra sul triennio 2013-2016, sul quale ancora non sono sciolti tutti i dubbi rispetto al modo in cui è stato gestito il sistema. Critiche per l’Europa rispetto alla mancata relocation dei profughi in altri Paesi europei: al 15 ottobre 2017, stima la Corte, la spesa extra per l’Italia è stata di 762,5 milioni di euro.

Nel 2013, prosegue la delibera, il costo giornaliero pro capite medio per migrante è oscillato “da un minimo di 4,97 euro per la Sicilia e 11,63 euro per la Puglia, fino ad un massimo di 56,16 euro per l’Emilia Romagna” (Lazio e Abruzzo non pervenuti). La forbice si è ridotta con il tempo, assestandosi tra i circa 5-10 euro delle regioni d’arrivo dei migranti fino ai 35-40 di quelle del Nord.

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dall'articolo di  per ilfattoquotidiano.it 

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