In Europa e in Italia i minori non accompagnati sono in balia di integralisti e organizzazioni criminali: i governi devono occuparsene. L'Europa sotto attacco terroristico impone un serio ragionamento sul destino di molti bambini e adolescenti dentro e fuori i confini del continente. Cosa c'entrano i bambini con il terrorismo? C'entrano, perché quello che accade oggi è il risultato delle politiche di ieri.

Quando lo scorso luglio il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si è riunito per discutere la condizione dei bambini nei luoghi di guerra, ha dato questo titolo al dibattito: "Proteggere i bambini oggi significa prevenire i conflitti di domani". Allora mi domando: i bambini li stiamo davvero proteggendo? Cosa stiamo facendo per il loro e per il nostro futuro? Parlare della condizione dei bambini in luoghi resi instabili da guerre e persecuzioni apparirà forse a qualcuno un argomento di scarso interesse, se non fosse che anche in Italia e in Europa i bambini e gli adolescenti, europei e stranieri, non sono al riparo da sfruttamento e afflizione, nonostante vivano in Stati democratici. E la loro condizione mina seriamente le basi delle nostre democrazie, fondate sul rispetto dei diritti, soprattutto quelli dei più deboli.

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dall'articolo di   per repubblica.it 

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