Atene capitale dei criminali cinesiIl porto del Pireo si è trasformato in pochi anni nel più importante terminale dei traffici cinesi in Grecia e in Europa. Atene, soprattutto per la crisi finanziaria che l’ha costretta a vendere il suo patrimonio,ha lasciato che il colosso cinese Cosco acquisisse la maggior parte dell’Autorità del porto del Pireo. E in poche anni, la capitale greca è diventata la principale ancora della Nuova Via della Seta marittima nel Mediterraneo. Non l’unica, poiché gli interessi cinesi vanno dalla Spagna al Mediterraneo orientale. Ma sicuramente la principale.

 

La penetrazione cinese è diventata ormai una costante della Grecia post-crisi. A tal punto che sembra quasi impossibile pensare al futuro ellenico senza vedere il dragone prenderne parte e forse addirittura guidarlo. Alexis Tsipras ha costruito con i governi cinesi un asse formidabile: loro portano soldi, know-how, infrastrutture; la Grecia cede i suoi asset ma soprattutto ciò che sta più a cuore alla Cina, e cioè il Pireo. Tra l’altro a un costo molto più basso di quanto potrebbe valere.

E così, la Cosco (acronimo di China Ocean Shipping Company) ha assunto il controllo del principale porto greco trasformandolo nell’hub dei mercantili cinesi in Europa. Una vera e propria centrale di distruzione delle merci made in China. Che però a qualcuno comincia a far storcere il naso. Lo ha fatto storcere agli Stati Uniti, che hanno iniziato a volerci vedere chiaro sulla presenza cinese nel porto greco chiedendo garanzie allo stesso Tsipras e muovendo per approfondire la presenza militare in tutta la nazione greca. Ma inizia anche a preoccupare l’Unione europea, che guarda con particolare attenzione al fatto che quello scalo si trasformi in una zona franca del commercio cinese in Europa.

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dall'articolo di  per ilgiornale  occhidellaguerra.it 

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