Mario DraghiLe elezioni europee di fine maggio non saranno l’unico evento decisivo per la politica comunitaria ad andare in scena nel 2019. Per il prossimo autunno l’Unione è attesa da un appuntamento altrettanto decisivo per il regolamento delle scelte politico-economiche di lungo termine che ne condizioneranno inevitabilmente i destini: la scelta del successore di Mario Draghi alla guida della Banca Centrale Europea. A novembre, infatti, il governatore della Bce concluderà il suo mandato di otto anni, e l’Eurotower dovrà indicare il nome della figura destinata a succedergli.

 

“Il rallentamento dell’economia europea, arrivato prima del previsto e peggiore di quanto atteso, e i rischi sulla crescita maggiormente sbilanciati verso il basso stanno focalizzando l’attenzione dei mercati sempre più sulle prossime mosse della Banca centrale europea: chi prenderà il posto di Mario Draghi alla guida della Bce dal primo novembre 2019 metterà il suo peso sull’uso degli strumenti a disposizione nella cassetta degli attrezzi della politica monetaria convenzionale e non convenzionale nell’Eurozona”, scrive Il Sole 24 Ore. Draghi ha impegnato la Bce sul lungo periodo anche dopo la fine del quantitative easing. Sotto l’egida di Draghi, ha scritto Luciano Canova su Valori, la Bce ha investito 2,15 trilioni di euro e diretto 362 miliardi verso i titoli italiani. Una cifra sufficiente a consolidare definitivamente l’euro nel lungo periodo? Non è dato sapersi, specie considerando il fatto che il quantitative easing non ha impattato in maniera profonda e durevole sul decisivo versante della crescita.

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dall'articolo di  per IlGiornale - OcchiDellaGuerra.it 

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