Zingaretti ammazza il PdDatti una mossa, Zinga. Narrano in queste ore che nel Pd l’avvicinarsi delle urne sia direttamente proporzionale al numero di messaggi che arrivano sul cellulare o sul tavolo del segretario, incitandolo ad abbandonare la sua flemma. Se è vero infatti che i leader arrivano in politica più o meno in due versioni, il muscolare e l’esitante, il cazzuto e l’accomodante, lo sgarbato e l’educato, il dominante e l’ascoltante, il pigliatutto e il diplomatico, sappiamo bene a quale dei due tipi appartiene Nicola Zingaretti:

il tipo prodotto nelle fabbriche che sfornano il modello Prodi e Bersani, e che da qualche anno non si era trovato in circolazione; e che, proprio o forse soprattutto per questo, alle recenti primarie è stato scelto dagli elettori del Pd, con l’immenso sospiro di sollievo di chi pensa di potersi evitare, almeno per un po’, di svegliarsi e andare a dormire con le immagini, le parole e le mirabolanti avventure di un uomo solo al comando.

....................

Fin quando lo scontro è stato modulato su temi di programma, Zingaretti ha fatto chiarezza bene su due temi molto rilevanti per la identità del Pd nelle attuali more: si è impegnato a nessun accordo con i Pentastellati , sia pur in questa legislatura; e in caso di crisi di governo, si è impegnato a elezioni anticipate, rompendo così con il vizietto dei governi tecnici (in nome della responsabilità) che tanto hanno nuociuto alla reputazione del partito democratico dal 2011. Il segretario ha inoltre abbozzato una strategia sociale popolare per un Pd accusato di essere elite, opponendo al populismo i temi del lavoro, il recupero del rapporto con i sindacati, e del rapporto con le periferie vere e simboliche del paese.

.......................

Ma per Forza Italia, Lega e Pd le inchieste hanno rimesso in discussione la buona novella del rinnovamento. Nel Pd, le risposte date dal nuovo segretario si sono rivelate deboli, come nel caso della governatrice dell’Umbria, Marini che è ancora al suo posto, nonostante la richiesta di dimissioni; o inesistenti, come nel caso di Oliverio in Calabria, e quello del sindaco delle fritture in Campania. Le iniziative dei giudici hanno insomma messo in chiaro il danno nel Pd di una mancanza di ricambio delle classi dirigenti, e il limite di una politica di appeasement come sembrava aver immaginato il nuovo segretario.

.......................

dall'articolo/blog di Lucia Annunziata per HuffingtonPost.it 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna