zingaretti toghe rosseZingaretti chiede a Lotti dei suoi rapporti con Palamara e lo scarica: niente solidarietà. L'indagine in corso svela il "ribaltone" del 2014, quando Renzi impose Legnini al Csm. Ci sono voluti dieci giorni di veleni, di rivelazioni sconcertanti sul mercato delle toghe, di intercettazioni da brividi lato oscuro del Csm. Ma alla fine ieri deflagra uno dei grandi temi interni allo scandalo che agita la magistratura italiana: la faida interna al Partito democratico sul fronte della giustizia, la rottura dell'asse che per decenni ha consentito all'ex Pci di piazzare uomini a lui vicini in un congruo numero di posti chiave della giustizia italiana.

Non si capisce quanto sta accadendo se non si ragiona sull'implosione del rapporto tra Pd e Magistratura democratica.

A rompere il silenzio provvede il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che ieri chiede ufficialmente a Luca Lotti, fedelissimo di Matteo Renzi, di rendere conto delle sue trame con Luca Palamara e altri magistrati per disegnare gli organigrammi degli uffici giudiziari. Lotti viene convocato dal segretario per «spiegazioni e chiarimenti». L'incontro è talmente burrascoso che al termine Zingaretti chiede che l'inchiesta sul marcio vada fino in fondo; e in serata fa sapere addirittura di non avere manifestato a Lotti alcuna solidarietà.

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dall'articolo di  per IlGiornale.it 

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