vescovo Zanchetta e il papaLe accuse contro l’ex vescovo di Oran chiamato nel 2017 dal Papa come assessore dell’Apsa formalizzate per la prima volta in tribunale. Nelle scorse settimane Bergoglio aveva annunciato l’apertura di un’indagine nei suoi confronti presso la Dottrina della Fede. «Abusi sessuali continui aggravati». Con questa accusa del procuratore della provincia argentina di Salta, Monica Viazzi, finisce sotto processo in Argentina monsignor Gustavo Zanchetta, 54 anni, il vescovo protagonista di uno strano caso di dimissioni dalla diocesi di Oran tre anni fa, nominato dal Papa assessore dell’Apsa.

 Il giudice Claudio Parisi ha accusato ieri formalmente il presule di aver molestato sessualmente due seminaristi mentre era ordinario diocesano e quindi prima di lasciare la carica ed essere trasferito in Vaticano presso l’importante ufficio che amministra il patrimonio della Santa Sede. Inoltre il tribunale ha dichiarato che il vescovo sarebbe colpevole di reati «continui e aggravati» poiché ministro del culto. È la prima volta che vengono formalizzate in un tribunale le accuse contro Zanchetta. Quelle finora mosse dai media locali, in testa El Tribuno, con un’accesa campagna in questi mesi. A Zanchetta il giudice ha ritirato il passaporto e tutti i documenti che potrebbero aiutarlo ad uscire dal Paese: deve infatti restare a disposizione della giustizia in ogni momento. Più nel dettaglio al vescovo sono stati imposti numerosi obblighi di reperibilità e domicilio nonché disponibilità per essere sottoposto a perizia psichiatrica. Già il prossimo mercoledì 12 giugno dovrebbe presentarsi per i primi accertamenti psichiatrici. Durante l’udienza monsignor Zanchetta era accompagnato dal suo avvocato difensore.

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dall'articolo di SALVATORE CERNUZIO per LaStampa.it 

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