oro BankitaliaL’oro non deve essere restituito allo Stato. L’oro è dello Stato!”. Così aveva detto all’inizio di aprile Alberto Bagnai, nel presentare al Senato la mozione M5S-Lega che chiedeva di definire … In esclusiva Reuters riporta che la Lega di Matteo Salvini e il M5S di Luigi Di Maio hanno presentato una proposta di legge al Senato che, se approvata, darebbe al governo e al Parlamento il potere di nominare i cinque esponenti del board di Bankitalia che, nel sistema attuale, vengono nominati internamente. Il progetto di legge, scrive Reuters, “modifica radicalmente le regole di nomina del governatore e della prima linea della Banca d’Italia e attribuisce al Parlamento il potere di modificarne lo statuto”.

Ispiratore e regista di questa operazione sarebbe Alberto Bagnai, economista leghista euroscettico e presidente della Commissione Finanze del Senato che, secondo le indiscrezioni degli ultimi giorni, potrebbe diventare anche ministro per i Rapporti con l’Unione europea (carica detenuta da Paolo Savona, poi trasferitosi alla presidenza della Consob), con tanto di assist del M5S. Reuters conferma che “il testo della proposta di legge sulla riforma di Bankitalia è firmato dai capigruppo di maggioranza, Massimiliano Romeo (Lega) e Stefano Patuanelli (M5s), ma il vero ispiratore dell’iniziativa è il senatore euroscettico e presidente leghista della commissione Finanze Alberto Bagnai, secondo quanto spiegano fonti parlamentari”.

Che Bagnai desideri cambiare Bankitalia non è una novità, viste le dichiarazioni che lui stesso ha rilasciato fino a pochi giorni fa.  Nell’intervista al Corriere della Sera il responsabile economista della Lega si era già espresso sul dossier Bankitalia.

Oltre a definire la sua natura politica (“Euroscettico? Lo sono ancora, verso un certo modo di interpretare l’Europa), Bagnai aveva affermato che “molto si può fare, anche dal Parlamento. Per esempio la riforma della governance della Banca d’Italia”.

Come? Magari rendendola “meno autoreferenziale”, facendo in modo che si allinei “agli standard europei”. Ovvero? L’economista aveva fatto notare come il “nostro sistema somiglia solo a quello della Grecia, dove la selezione del direttorio viene fatta solo affidandosi a organismi interni”. E invece “nel ddl depositato in commissione si prevede una riforma sul modello della Bundesbank: la metà dei membri di nomina governativa e la metà eletta dal Parlamento“.

Da Reuters sono arrivate nelle ultime ore altre novità sulla proposta di legge presentata al Senato:...

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dall'articolo di Laura Naka Antonelli per finanzaonline.com