Zingaretti imbarca due ex assessori di Alemanno e PolveriniEnrico Cavallari e Giuseppe Cangemi, esponenti del gruppo misto alla Pisana, rispettivamente fuoriusciti dalla Lega e da Forza Italia, sono stati gli unici a sottoscrivere un’intesa programmatica di 10 punti proposta di “assunzione di responsabilità” lanciata dal Pd. Firma che di fatto ne certifica l’ingresso in maggioranza, portando i seggi da 24 a 26 su 51. Affrancarsi dal Movimento 5 Stelle allargando la maggioranza a due consiglieri di destra (neanche tanto moderata). E a chi importa se si tratta di due ex assessori di spicco delle giunte di Gianni Alemanno e Renata Polverini: “tutto fa brodo”, come dicono ormai frequentemente dalle parti di via Rosa Raimondi Garibaldi. 

Nicola Zingaretti dice addio all’anatra zoppa e saluta con pochi rimpianti la necessità di dover rendere conto ai pentastellati per restare in sella alla guida della Regione Lazio. I due esponenti del gruppo misto alla Pisana, Enrico Cavallari e Giuseppe Cangemi, rispettivamente fuoriusciti dalla Lega e da Forza Italia, sono stati gli unici a sottoscrivere un’intesa programmatica di 10 punti proposta programmatica di “assunzione di responsabilità” lanciata dal capogruppo del Pd, Mario Buschini. Firma che di fatto ne certifica l’ingresso in maggioranza, portando i seggi “amici” da 25 a 27 su 51, condizione che si formalizzerà probabilmente mercoledì prossimo quando il Pd voterà in blocco l’elezione di Cangemi a vicepresidente d’Aula (al posto dell’arrestato Adriano Palozzi, già decaduto), a cui probabilmente seguirà la nomina di Cavallari a presidente di una commissione.

La regia dell’operazione, condotta in Aula “alla luce del sole” da Buschini, secondo tutti i ben informati porterebbe la firma del vicepresidente Massimiliano Smeriglio, ex Sel pro Pisapia divenuto col passare dei mesi il grande stratega della candidatura di Zingaretti alla segreteria del Pd. Nelle ultime settimane, infatti, il rapporto con i pentastellati in Consiglio si è fatto sempre più difficile. Roberta Lombardi è stretta fra la necessità di onorare il “patto” con Zingaretti di far durare la legislatura almeno un anno e le pressioni che arrivano dalla base pentastellata e dai vertici 5 Stelle, in particolare da Luigi Di Maio attraverso Virginia Raggi, che non passa giorno (lei o qualcuno dei suoi) senza punzecchiare attaccare il rivale Dem.

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dall'articolo di  per ilfattoquotidoano.it