lettera sorella diabolik funerali Diabolik, la sorella di Fabrizio Piscitelli, l'ultrà della Lazio ucciso a Roma, scrive al Questore di Roma: «Chiediamo i funerali al Divino Amore. Assassino in libertà, a noi è negata». «Al fine di non negare il funerale a Fabrizio che normalmente si riserva a tutti gli esseri umani, le reitero la proposta di optare per il santuario del Divino Amore la cui conformazione consentirebbe il controllo degli ingressi e dunque di bilanciare e rispettare i principi di uno Stato di diritto, garantiti dalla Costituzione, quali appunto la sicurezza e l'ordine pubblico, con il diritto al rito delle esequie cristiane», scrive Angela Piscitelli al Questore di Roma

«Si coglie l'occasione per confermare la nostra collaborazione con le Istituzioni - aggiunge nella lettera inviata per conoscenza anche al prefetto e al ministro dell'interno - facendo appello a tutte le tifoserie e a tutti quelli che vorranno partecipare affinché il funerale di Fabrizio sia anche un'opportunità per diffondere un messaggio perché lo stadio possa diventare un luogo più sicuro e sereno per assistere ad uno degli sport più amati al mondo: il calcio».

«Tuttavia, la famiglia Piscitelli, come sopra già detto, dissociandosi da ogni ed eventuale comportamento a rischio, ricorda a tutte le istituzioni che nessun fatto potenzialmente lesivo dell'ordine e della sicurezza pubblica, generato da chiunque, le potrà mai esserle imputato. Nell'attesa che l'iter legale intrapreso dai familiari faccia il suo corso, si porgono distinti saluti», conclude al lettera pubblicata sui profili Fb delle figlie del tifoso biancoceleste noto come Diabolik.

Lettera della sorella di Fabrizio Piscitelli a Questore, Prefetto e ministro dell'Interno. «Si coglie l'occasione per confermare la nostra collaborazione con le Istituzioni». È quanto scrive Angela Piscitelli, la sorella di Fabrizio, detto Diabolik, il leader degli Irriducibili Lazio ucciso il 7 agosto a Roma, in una lettera inviata oggi via Pec al Questore, al Prefetto e al ministro dell'Interno Matteo Salvini.

E ancora. «Il protrarsi di questa aberrante situazione che rende impossibile celebrare il rito delle esequie ecclesiastiche nelle forme previste dalle norme canoniche, sta logorando nell'animo, nello spirito e nella fisicità i familiari e gli affetti più cari di un essere umano libero (non sottoposto ad alcuna misura restrittiva della sua libertà), barbaramente ucciso per mano di un balordo che, nonostante siano ormai trascorsi ben sette giorni, non è ancora stato assicurato alla giustizia».

da ilmessaggero.it