Ritrovata una lettera inedita di Dino GrandiDopo oltre 70 anni spunta fuori una lettera inedita di Dino Grandi, l’uomo che il 25 luglio 1943, con il suo ordine del giorno ormai passato alla storia, ha dato una spinta decisiva alla caduta del fascismo. Condannato a morte nel 1944 da un tribunale repubblichino per quell’azione, Grandi, alla fine della guerra, è rinviato a giudizio anche nella neonata Repubblica Italiana, a causa della sua attività, come sottosegretario, ministro e ambasciatore, al servizio del governo fascista.

In questo contesto, il 1° novembre 1946, spedisce una lettera (custodita per decenni da un giudice del tribunale civile di Roma e oggi resa pubblica) a Massimo Pilotti, suo ex collaboratore e all’epoca procuratore generale della Cassazione, per difendersi dall’«accusa generica che mi si rivolge di essere stato un “complice ed esecutore servile” della politica estera del dittatore», scrive Grandi dall’Estoril, in Portogallo, dove si era rifugiato nel 1943. Avuta notizia del suo rinvio a giudizio, l’ex ministro, che sarà processato in contumacia un anno più tardi e assolto a Roma da una corte d’assise speciale, si accalora per tirar fuori la verità. Ricostruisce la sua attività diplomatica, da ministro degli Esteri e da ambasciatore a Londra, sottolineando tutte le occasioni in cui, nonostante le indicazioni di Mussolini, ha agito di testa propria «negli interessi del nostro Paese».

da https://www.lastampa.it