berlusconi col m5sSilvio Berlusconi guarda l' evoluzione della crisi con preoccupazione crescente. Il Cavaliere ha trascorso il Ferragosto in Provenza con i nipotini, ospite della figlia Marina. Ma non ha mai interrotto le comunicazioni con i suoi consiglieri, i quali lo hanno tenuto aggiornato sugli ultimi fatti in arrivo da Roma. Non ci sono buone notizie per Forza Italia. Il piano di Matteo Salvini - crisi lampo ed elezioni anticipate - sembra essersi inceppato. E la marcia indietro delle ultime ore, con il ministro dell' Interno che avrebbe ipotizzato la guida dell' esecutivo per Di Maio allo scopo di proseguire l' esperienza gialloverde, è stata giudicata ad Arcore come una prova di debolezza importante.

La spregiudicatezza del leader leghista ora rischia di produrre un duplice danno: niente elezioni anticipate e la formazione di un nuovo governo, sostenuto da Cinquestelle e Pd, profondamente ostile all' universo berlusconiano. Un gran bel guaio.

Scenari - Silvio guarda con orrore a questa eventualità. Teme l' insediarsi di un esecutivo che dia sfogo a tutto il giacobinismo grillino che non è poi così distante da quello di molti dem. Ha paura che sin dalla prima manovra economica una compagine del genere «scarichi l' aumento dell' Iva sul ceto medio», «imponga patrimoniali», introduca «nuove dittature fiscali e giudiziarie». Ma soprattutto, come preannuncia il portavoce Nicola Morra, metta mano ai tabù berlusconiani. «Fra i punti che Salvini ha tradito nel contratto di governo c' è anche quello sul conflitto di interessi tanto temuto da Berlusconi. E se il prossimo esecutivo dovesse revisionare la mitica legge Gasparri male non sarebbe...», dice, minaccioso, il presidente dell' Antimafia.
No, quello di Salvini non è stato un capolavoro di strategia politica. Anche chi, tra gli azzurri, ha sempre sostenuto la necessità di essere leali con il "capitano", inizia ad avere seri dubbi sull' ipotesi del voto in autunno. Va in stand by, dunque, anche il progetto di un centrodestra unito. E dire che Berlusconi era riuscito a strappare un ottimo accordo all' alleato. Prevedeva tre clausole: un patto di coalizione nazionale e regionale; la possibilità per Forza Italia di presentarsi con il suo simbolo; la garanzia di vedere rieletti tutti i deputati e i senatori uscenti.
Quest' ultimo era l' aspetto più importante del negoziato, dal momento che Fi ha dimezzato il suo peso elettorale.

da liberoquotidiano.it