delfalco starIl deputato Anzaldi tuona contro la nuova stella politica promossa dal M5S, riducendone i meriti. Ma in una politica che grida, chi sbaglia la misura cade. A poche settimane dal voto, in una campagna elettorale in cui è palese il disprezzo del livello di intelligenza degli elettori da parte di politici tutti presi a promettere abolizioni di tasse e tasserelle che ricadrebbero paradossalmente sulle teste degli italiani in forma di manovre aggiuntive e nuovi balzelli, quello che conta è arruolare quanti più nomi noti alla politica e distruggere quelli che hanno detto sì all'avversario. E' il caso di Gregorio De Falco, il signor "vada a bordo, cazzo!" che inchiodò alle sue responsabilità il capitano Schettino, mentre la Costa Concordia si sdraiava addosso all'isola del Giglio, affondando e portandosi appresso nel ventre nero e freddo dell'acqua 32 vite.

Promosso per direttissima a candidato per le prossime elezioni da Luigi Di Maio, capo politico del MoVimento Cinque Stelle, De Falco non poteva che diventare il bersaglio grosso del fuoco proveniente dal Pd. 

A puntare i cannoni dem contro Gregorio De Falco è il deputato renziano Anzaldi: "I veri eroi di quella tragedia sono stati i sommozzatori e i soccorritori, e i Carabinieri di Prato che, dopo aver ricevuto una segnalazione da bordo della nave, hanno dato l'allarme alla Capitaneria di Livorno". Anzaldi rincara la dose e carica a testa bassa: "Quasi un'ora dopo l'impatto, infatti, a Livorno, dove operava il comandante De Falco, non si erano ancora accorti di nulla". Insomma, torna la tesi del militare neanche lui immacolato, e quindi quasi alla stregua di Schettino (condannato a 16 anni di carcere). La tiritera sugli eroi di tutti i giorni che silenziosi hanno fatto il loro lavoro (importantissimo) già compromesso da ritardi e ambiguità nelle comunicazioni. La messa in dubbio del prestigio dell'avversario è tecnica politica consolidata, ma Anzaldi e il Pd dovrebbero ricordare meglio le circostanze di quel 13 gennaio del 2012 che l'Italia non potrà mai dimenticare.

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