capture 008 16102019 165853È un durissimo attacco a Luigi Di Maio e al governo Conte quello di Giampiero Mughini. In una lettera al sito Dagospia il giornalista difende i "ricchi", quel 2 per cento della popolazione che, "stando alle tragicomiche dichiarazioni dei redditi fatte dagli italiani", dichiara un reddito annuo superiore ai 120mila euro lordi, "ossia a 6-7 mila euro netti per 13-14 mensilità. Da riderci sopra, se non fosse scandaloso".

 

Ebbene, continua Mughini sarcastico, "vedo che contro questa razza infame il fisco italiano sta apprestando una sua ragguardevole campagna che in termini reali è miserrima", come se bisognasse colpire i 'ricchi' "in tutti i modi e in tutte le direzioni". "Io mi sento offeso a essere definito 'ricco". Sono venuto a Roma trentenne con seimila lire in tasca. Ho lavorato per 50 anni come un dannato", "ho fatto ultimamente un buon lavoro pagato mica male, ebbene", conclude Mughini, "tra tasse e contributi Enpals ho versato il 60 per cento allo Stato. Se non è cialtroneria fiscale questa. E al governo, a occuparsi e a decidere dei redditi di noi ricchi, c’è un vicecapo del governo che in tutto e per tutto nella sua vita vendeva bottigliette allo stadio. Non ci provate a definirci sprezzantemente 'ricchi', non ci provate, razza di cialtroni".

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