capture 039 20102019 114651«Hanno paura, se avesse votato il popolo non avremmo mai avuto Scalfaro, Napolitano e Mattarella alla presidenza della Repubblica». Va giù duro Marco Marsilio, dal palco di San Giovanni. Il governatore dell’Abruzzo sceglie il presidenzialismo come parola chiave del suo saluto dal palco prima dell’intervento dei big. Una riforma costituzionale profonda e radicale. Non gli interventi a spezzatino come il taglio dei parlamentari.

 

Marsilio: «Abbiamo vinto la sfida di questa piazza»

«Dobbiamo eleggere direttamente il presidente della Repubblica. Noi abbiamo vinto la sfida di questa piazza, che pochi hanno il coraggio di sfidare», dice tra gli applausi. E l’entusiasmo delle decine di migliaia di italiani mobilitati per dire no al “governo degli inciuci”. «Permettetemi di salutare le bandiere del mio partito qui in piazza», conclude Marsilio contraccambiato dagli applausi dei presenti.

Musumeci: basta con i governi della clientela

Molto applaudito anche l’intervento del governatore della Regione siciliana, Nello Musumeci.  «Siamo condannati a stare uniti, a fare dell’alleanza un valore. Siamo condannati a governare l’Italia», incalza. « La nostra coalizione vince solo se unita», insiste chiedendo un salto di qualità della coalizione di centrodestra. Che sappia guardare al futuro e interpretare la maggioranza degli italiani. «Da questa piazza, da governatore della  Sicilia, voglio dire grazie alla piccola comunità di Lampedusa lasciata sola da un’Europa cinica e ipocrita».

A proposito di Matteo Renzi il giudizio di Musumeci non è meno tranchant. «Se potessi fare una battuta direi: buono a nulla ma capace di tutto. A parte lo spessore del personaggio, che ha delle indubbie qualità, non sono io a fare le pagelle. Tuttavia credo che ci sia una grande confusione a sinistra».

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