capture 225 07112019 145557"Fossi nel Pd scapperei a gambe levate". Giancarlo Giorgetti, in un colloquio con Repubblica, lancia un consiglio a Nicola Zingaretti invitandolo a staccare la spina al governo e all'alleanza con il Movimento 5 Stelle. Anche a costo di salutare il potere. Anzi, suggerisce un po' interessato: "Me ne andrei all'opposizione". "Ma avete visto come stanno messi questi qui? Come sono ridotti? Quanto mi sto divertendo adesso...", gongola il numero due della Lega. "Dicevate che Salvini è un cretino. E invece, adesso si sta capendo tutto. E non mi riferisco solo all'ex Ilva: quel che ha fatto Matteo in estate si sta rivelando un investimento sul futuro. Vedrete, vedrete...".

Tutto perché, continua l'ex sottosegretario del premier Giuseppe Conte, "questo dell'acciaieria alla fine è stato uno dei tre motivi principali dell'apertura della crisi: i no reiterati dei nostri alleati su Taranto, sulla Tav, sugli inceneritori... Non c'era modo di portare un provvedimento serio come quello sull'ex Ilva al Senato che cinque o sei dei loro erano pronti a non votare la fiducia". 

L'occasione perfetta per chiudere un'esperienza tanto breve quanto tempestosa, conclude Giorgetti, sono le elezioni regionali in Emilia Romagna del prossimo 26 gennaio: "Possono anche andare avanti, ma ancora un po' e saranno azzerati: conviene a loro, più che a noi, interrompere prima di fare altri danni. Poi se vogliono, facciano pure, per noi c'è solo da guadagnare. Vista l'Umbria?". "Io non ho letto gli ultimi sondaggi - spiega prima di rientrare in Aula -. Ma non penso affatto che il Pd la possa spuntare, alla fine vinciamo noi con Lucia Borgonzoni. Di una cosa però sono certo: Stefano Bonaccini farebbe bene a correre da solo piuttosto che in cordata coi 5 stelle. Questo è poco ma sicuro". 

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