capture 255 08112019 112224Sinistra incollata alle poltrone per mettere le mani sul Colle. Ma col centrodestra al governo la partita sarebbe diversa

Il governo traballa. La maggioranza non va d'accordo su nulla e ora ha un bel problema da risolvere: ArcelorMittal che vuole abbandonare gli stabilimenti italiani dell'Ilva.

Una grossa gatta da pelare per il governo giallorosso e per Giuseppe Conte. Il premier, ieri sera, durante la conferenza stampa, ha cercato di alzare un po' la voce provando a ridare dignità all'Italia, ma la realtà è un'altra: ArcelorMittal ci tiene in scacco e fa le sue mosse come meglio crede. Conte si sente accerchiato, mette le mani avanti e dice che il "problema non è del governo, ma degli investitori che non hanno mantenuto le promesse". Tenta di tranquillizzare gli animi, anche se da giorni in pentola bolle qualcosa.

 

Di italiani soddisfatti di questo governo dell'inciucio ce ne sono davvero pochi e i risultati delle elezioni regionali in Umbria parlano chiaro. Il centrodestra, quindi, chiede di andare a elezioni, ma M5S e Pd si tengono stretti la poltrona e fanno di tutto e di più pur di non andare a casa. Litigano, fanno pace, rompono e aggiustano corde nel giro di due ore. Tutto per stare al governo, per cercare di portare a termine questa legislatura e per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Certo, mancano ancora due anni e mezzo prima delle elezioni del presidente e quindi ora è un po' presto per parlarne, ma in queste settimane di caos totale, nelle retrovie non si parla d'altro.

Come mai? Perché Pd e M5S ci tengono particolarmente ad eleggere un presidente della Repubblica che risponda alle loro esigenze. Diciamo, che sia un po' giallo e un po' rosso. E molto poco azzurro o verde. Ma soprattutto ci tengono a non farlo eleggere al centrodestra. Proprio per questo stanno scongiurando in tutti i modi le elezioni anticipate. Adesso, però, inizia a girare qualche nome e tra un Romano Prodi e un Giuseppe Conte, spunta la figura di Mario Draghi. E proprio su questa figura Matteo Salvini e Matteo Renzi si sono già scontrati. Il primo, infatti, nel libro di Bruno Vespa non si è tirato indietro nel dire che se il sentimentio degli italiani è avere un presidente della Repubblica che pensa "prima gli italiani e quindi sovranista" così sia, mentre il secondo vuole evitare proprio questo.

Matteo Salvini sembra aprire su Mario Draghi e, ospite di Fuori dal coro di Mario Giordano, dice: "Draghi presidente della Repubblica? Why not". Un'apertura che però ha il suo tempo perché "oggi parliamo di Ilva - dice ai cronisti questo pomeriggio in piazza Montecitorio -. Siamo a novembre 2019, del resto parleremo più avanti".

Ma il nome Draghi sta iniziando a circolare in modo sempre più fitto. Anche Giovanni Toti sembra apprezzare questa figura. "A destra l'unico che ha le carte in regola è Silvio Berlusconi e lo dico non avendo taciuto i suoi difetti - dice il presidente della Regione Liguria in un'intervista a La Verità -. Fuori dai partiti l'alternativa è Mario Draghi, che sarebbe un ottimo presidente".

Il nome di Mario Draghi, quindi, prende sempre più piede e consensi nel centrodestra. La sua figura piace e convince. Anche se Giorgia Meloni tira dritto per la sua strada. "A scanso di equivoci lo ribadisco: non contate sui voti di Fratelli d'Italia per l'elezione di Draghi alla presidenza della Repubblica", dice la leader di FdI. E se queste parole non fossero abbastanza aggiunge: "Per noi il prossimo Presidente della Repubblica deve avere alle spalle una storia di difesa dell'economia reale e dei nostri interessi nazionali, non provenire dal mondo della grande finanza internazionale, anche per questo vogliamo che il Presidente della Repubblica sia scelto direttamente dagli italiani e non tramite giochi di palazzo. Fratelli d'Italia sta già raccogliendo le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per l'elezione diretta del Capo dello Stato. E se lo votano gli italiani, a occhio, non vince Draghi...Non ho nulla contro di lui, è una personalità di altissimo spessore, ma non auspico che il prossimo inquilino del Colle sia un esponente della finanza ".

di Serena Pizzi per www.ilgiornale.it